Gazzetta di Reggio

Quando la fragilità sale sul palco di un teatro

Quando la fragilità sale sul palco di un teatro

Il regista Stefano Tè al lavoro con i ragazzi di Casa Gioia: «Il mio non è un approccio terapeutico» 

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REGGIO EMILIA. Ci sono incontri che migliorano reciprocamente la vita: come quello tra i ragazzi di Casa Gioia e Stefano Tè, regista e direttore artistico del Teatro dei Venti. Accade così che la sala di una palestra si riempia di parole e di risate, e che ragazzi affetti da disabilità cognitive di diverso tipo diventino protagonisti di un universo fantastico in cui l'immaginazione può tutto. Sono sei gli incontri di avvicinamento al teatro che la start-up innovativa ad impatto sociale diretta da Stefania Azzali sta proponendo a chi frequenta il centro di via Gioia. Pre-adolescenti, adolescenti e giovani adulti sono sempre accompagnati da un educatore ciascuno, che partecipa con loro alle attività proposte da Stefano Tè. Articolati tra lo Spazio Gerra e la palestra dello studio Yoga Samgha, gli appuntamenti mirano a stimolare i ragazzi dal punto di vista creativo, utilizzando i tempi e i modi più consoni. È lo stesso Stefano Tè, da anni impegnato nel lavoro con utenti considerati fragili, a spiegarlo: «Il mio non è un approccio terapeutico. Cerco di fare in modo che dai corpi di questi ragazzi scaturisca bellezza: non importa siano par allenati o predisposti, tutti ne sono capaci. È sufficiente offrire il giusto stimolo, e i risultati arrivano. L'aspetto positivo di questo gruppo è che i ragazzi non sono diffidenti ma disposti a mettersi in gioco». Ogni incontro dura un'ora e un quarto, che scivola via tra esercizi di riscaldamento che impegnano gambe e braccia ed esercizi più specifici di teatro in cui i ragazzi sono invitati a immaginarsi in contesti fantastici. Si lavora molto anche per stabilire con loro un contatto oculare e per scardinare vizi e timidezze. «Vorrei recuperassero l'abitudine al gioco, che da grandi tutti tendiamo a perdere. Il teatro può riattivare questa capacità» aggiunge Stefano Tè. L'obiettivo è dare continuità a questi primi sei incontri, che potrebbero proseguire con la preparazione di uno spettacolo da portare in scena. Tè è abituato a impegnarsi in progetti che hanno una forte componente sociale: il suo Teatro dei Venti è attivo nelle carceri e nei centri di recupero per tossicodipendenti. «La fragilità può essere messa a disposizione del teatro: ecco perché portiamo in scena anche non professionisti, se li riteniamo capaci e interessanti. Forse un giorno porteremo i ragazzi di Casa Gioia».

Le famiglie che desiderino iscrivere i propri figli al centro Casa Gioia possono farlo telefonando allo 0522-421037 per fissare un primo appuntamento.



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