Gazzetta di Reggio

Ecco la ricetta della “strafelicità”

di Cristina Fabbri
Ecco la ricetta della “strafelicità”

La rivela Matteo Razzini nel suo ultimo libro. Domenica presentazione alla Polveriera

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Pesa la gioia sulla bilancia, aggiungi un ricordo di succo d’arancia, sbuffa di nebbia, ungi di burro mescola tutto col cielo azzurro… Rovescia un sacco di sogni leggeri che siano bei freschi di oggi o di ieri, aggiungi un abbraccio di terre lontane ma se assaggi tutto, nulla rimane». La ricetta della strafelicità c’è. Non ci credete? Allora leggete l’ultimo libro scritto dall’autore reggiano Matteo Razzini.

Pubblicato da Corsiero Editore, si intitola proprio “La ricetta della strafelicità” ed è la storia di un bambino che sembra essere impacciato e incapace, tranne quando, durante l’estate, passa il tempo con la nonna a cucinare. In quei frangenti si sente a suo agio, felice e soddisfatto. La scomparsa della nonna e un viaggio onirico alla sua ricerca sono il viatico per la scoperta del talento del protagonista, attraverso filastrocche vivaci e divertenti, e immagini gotiche da incubo terrificante. La scrittura di Matteo Razzini incontra in questo volume l’estro delle immagini di Alessandro Ferraro, dando luogo a un albo di rara felicità espressiva. Alessandro Ferraro è illustratore tra i più affermati in Italia e all’estero, ha fatto mostre collettive e personali, è autore di numerosi albi illustrati e copertine con le più importanti case editrici. Matteo Razzini, classe 1976, ha all’attivo diversi libri: La mirabolante macchina del volo del dottor Agenore Acquivento, Dora e il Gentilorco, Coraggio Gallina e Caffellatte e Esco così mi perdo, da cui ha tratto anche uno spettacolo.

Domenica alle 16.30 alla Polveriera a Reggio, Matteo Razzini, insieme alle autrici del blog Galline Volanti, racconterà “La ricetta della Strafelicità” ai bambini, alle famiglie e a tutti coloro che non hanno mai smesso di sognare insieme all’illustratore Alessandro Ferraro. Il tutto intervallato da interventi musicali di Stefano Tincani (trombone), Alessandro Fava (basso) e Massimo Giudici (batteria). L’ingresso è libero. Non sarà una presentazione classica. Ma uno spettacolo di narrazione animata che si sviluppa tra teatro d’attore, clownerie e musica dal vivo. Come spiega lo stesso Razzini, «il pubblico sarà continuamente protagonista, chiamato a diventare, a seconda della scena, un personaggio della storia. La musica dal vivo accompagnerà lo spettatore in questo viaggio surreale e onirico; scandirà il tempo dei ricordi preziosi sottolineando la struttura narrativa. È uno spettacolo adatto a tutti coloro che sono capaci di emozionarsi e divertirsi, perché, in fin dei conti, per la strafelicità non c’è età». «Mi piace pensare alle mie storie come atti unici di unica, straordinaria, quotidianità – spiega Razzini, che nel 2010 ha vinto il premio Andersen Baia delle Favole con l’opera “Esco così mi perdo” – Ovvero: come cogliere in un gesto artistico l’insieme insensato della vita».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google