In memoria del generale Fenulli
Nato a Reggio Emilia nel 1889, fu ucciso dai tedeschi alle Fosse Ardeatine
REGGIO EMILIA . La sezione reggiana dell’Associazione nazionale Arma di Cavalleria, che ha fondato e gestisce la sala museale attigua ai Chiostri di San Pietro, è intitolata al colonnello Carlo Gastinelli e al generale Dardano Fenulli.
Fenulli fu ucciso dai tedeschi alle Fosse Ardeatine. Nato a Reggio nel 1889, a 17 anni s’arruolò volontario nel reggimento Lancieri di Milano. Dopo essere uscito nel 1912 dall’Accademia militare di Modena con il grado di sottotenente di cavalleria venne mandato in Libia, dove rimase fino al marzo 1914. Poi prese parte alla prima guerra mondiale combattendo sul Col Briccon e sulla Cima Bocche. Nel 1936 venne mandato in Eritrea. Dall’Africa orientale italiana, dove partecipò ad azioni di contrasto delle guerriglia etiopica, rientrò nel 1939 con il grado di colonnello e una medaglia d’argento al valor militare. Nel 1941 venne inviato in Jugoslavia alla testa dei Lancieri di Vittorio Emanuele. Due anni dopo fu nominato generale di brigata e vicecomandante della divisione corazzata Ariete. Nei giorni immediatamente successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943 guidò alcune operazioni contro i tedeschi nei pressi di Roma. Quindi si unì alla Resistenza e organizzò bande armate a Roma e nel Lazio. Tradito da un delatore, venne arrestato dai tedeschi nel febbraio 1944. Dopo un periodo di detenzione nelle carceri di via Tasso, fu tra le vittime della rappresaglia per l’attentato di via Rasella, insieme alle quali venne giustiziato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. Perciò venne decorato alla memoria con la medaglia d’oro al valor militare.
Carlo Gastinelli, nato in provincia di Piacenza nel 1885, era nostro concittadino di adozione, avendo sposato la contessa reggiana Elena Maria Benizzi. Fece parte del sesto reggimento Lancieri d’Aosta, lo stesso che sarebbe poi stato dislocato nella caserma Zucchi. Durante la prima guerra mondiale fu decorato con la medaglia di bronzo per il valore dimostrato nel contrastare l’avanzata degli austriaci dopo la rotta di Caporetto. In seguito partecipò alla campagna coloniale in Cirenaica e comandò le truppe celeri impegnate nella guerra d’Etiopia, dove trovò la morte nel 1936. Quindi gli venne conferita la medaglia d’argento al valor militare. Nella sala museale è custodito il fondo Gastinelli contenente fotografie e documenti della Grande Guerra. A Gastinelli e alla moglie Elena è dedicata la scuola materna parrocchiale di Coviolo, fondata nel 1947 dal parroco Alberto Capellini e inaugurata nel 1957 nell'edificio acquistato grazie alle donazioni della vedova del colonnello. (l.s.)
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