Gazzetta di Reggio

Trent’anni di carriera Corrado Abbati festeggia con la sua “Gigì” al Valli

di Giulia Bassi
Trent’anni di carriera Corrado Abbati festeggia con la sua “Gigì” al Valli

REGGIO EMILIA. È tutta questione di pronuncia. Il nome “Gigì” non va letto come è scritto: la prima “g” dev’essere molto, ma molto molle, e uscire come un sussurro; poi il tutto va a cadere sulla “i”...

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. È tutta questione di pronuncia. Il nome “Gigì” non va letto come è scritto: la prima “g” dev’essere molto, ma molto molle, e uscire come un sussurro; poi il tutto va a cadere sulla “i” accentata. Così, immediatamente, scatta l’effetto: un sorriso ma anche un senso di sensuale leggerezza.

Parola di Corrado Abbati, regista e interprete di “Gigì (innamorarsi a Parigi)”, il musical di Lerner e Loewe, tratto dal racconto di Colette, con il quale domani (ore 20.30) e domenica (ore 15.30), la sua compagnia, dopo trent’anni di attività, torna al Valli. Vale a dire il teatro dal quale sono partiti per diventare, in poco tempo, i numeri uno a livello nazionale. E da allora la Compagnia Corrado Abbati non si è mai fermata. A proposito di numeri: mediamente effettua dalle 90 alle 110 recite l’anno (nei mesi invernali) in 15 regioni italiane per 35-40 mila spettatori. Abbati oltre ad essere il “capo” compagnia, per la profondità della passione unita alla competenza, non va considerato soltanto un interprete ma uno studioso, un artista capace di reinventare questo genere. È il caso di Gigì. «Un progetto – spiega – che a mio avviso funge da anello di congiunzione tra il genere dell’operetta e quello del musical. Al primo è riconducibile l’ambientazione parigina; al secondo il ritmo sostenuto e la successione continua degli eventi, come se fosse un film».

Qual è la particolarità di questo musical?

«Una partitura raffinata, gradevole, allegra, orecchiabile e mai banale: Loewe con poche pennellate musicali ci riporta con straordinaria arguzia alle atmosfere parigine di primo ’900. A sessant’anni dalla sua composizione, ho pensato di riportarlo in Italia e per la prima volta nella sua versione originale. Altri punti di forza: lo sviluppo e l’evoluzione dei personaggi e le suggestive scene di massa. E poi lo spettacolo appare elegante, impreziosito da costumi sfarzosi in una rielaborazione immaginifica, e con quel tocco di classe, che sottolinea da tempo le nostre produzioni».

Il suo personaggio?

«Devo dire che faccio il... papa! Nel senso che io recito l’angelus ma sono gli altri a dire la messa. La mia è una piccola parte che prende molti applausi, nonostante gli altri facciano più fatica. Va così...».

Quando ha debuttato Gigì?

«Agli inizi di novembre a Parma dove ha avuto una bella accoglienza. Dopo tanti anni è bene togliersi qualche soddisfazione personale».

C’è qualche altro titolo che la Compagnia porta in tournée?

«Per il secondo anno consecutivo, per un totale di 150 per recite, portiamo in scena “La principessa Sissi” che ho riscritto insieme al musicista Alessandro Nidi. L’ho rifatta perché l’altra versione che avevamo messa in scena in passato non mi piaceva. Questa volta Francesco Giuseppe sposa Sissi e la messa in scena presenta un taglio moderno con una cura ancora maggiore».

Dopo anni, quindi, Corrado Abbati ritorna al Valli...

«Sono molto contento, naturalmente! Ma avrei voglia di tornare per rappresentare un’operetta “come Dio comanda”. La prima cosa che facemmo, 31 anni fa, nell’87, con Bruno Borghi direttore artistico, fu un “Galà d’operetta” messo in scena davanti al teatro; l’anno dopo rappresentammo due titoli e poi dal ’90 iniziò la stagione che dura tuttora».

Tra i componenti della compagnia di allora c’è ancora qualcuno oltre a lei?

«La coppia amatissima Antonella Degasperi e Fabrizio Macciantelli, come sempre, bravissimi».

In trent’anni il suo entusiasmo non è mutato?

«Assolutamente no, guai se lo fosse! L’operetta è quello che faccio e che so fare. L’unica cosa sono i viaggi... ma che dire? La soddisfazione del pubblico che ci segue ogni sera, ci ripaga veramente di tutto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google