Oggi il concerto in memoria di Paolo Terni
Il musicologo ricordato al Museo Diocesano dal duo Coen-Bagliano in diretta su Radio3
REGGIO EMILIA. «Ho conosciuto Paolo Terni proprio qui, a Reggio, mettendomi in coda con i molti suoi affezionati estimatori, che volevano salutarlo alla fine di una conferenza con esempi musicali dal vivo, organizzata da Renato Negri» ci dice Silvia Serena, ideatrice insieme allo stesso Negri, dell’evento dedicato al grande musicologo e scrittore che avrà luogo oggi pomeriggio al Museo Diocesano con collegamento in diretta su Rai Radio3. «Ero venuta per vedere chi fosse quel Paolo Terni, del quale da molti anni conoscevo la voce. Iniziava le trasmissioni chiamando gli ascoltatori di Radio3 “Cari amici”; era inconfondibile. Quando è mancato, il 10 marzodel 2015, Radio3 è stata inondata da una valanga mai vista di messaggi – non solo di ascoltatori (che ricordavano le sue trasmissioni dagli anni ‘80, tra cui “Dalle due alle tre”, fino alle ultime del 2014, per esempio “Qui comincia” alle sei del mattino), ma anche di ex-allievi dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio d’Amico, ormai affermati attori o registi cui, come titolare della cattedra di Drammaturgia Musicale Paolo Terni, aveva insegnato ad ascoltare la musica, facendo scoprire le implicazioni musicali del lavoro teatrale. Dal lavoro in Accademia si era sviluppata anche la sua attività di consulente musicale di molti registi, tra cui Luca Ronconi, suo grande amico».
L’evento è inserito nel cartellone 2018 di Soli Deo Gloria e ha come perno Bach, la grande passione di Terni, che verrà suonato da un duo strumentale, specializzato nella prassi antica, formato da Stefano Bagliano (flauti diritti) e Andrea Coen (clavicembalo). In scaletta tre sonate per i due strumenti: Sonata BWV 1020, Sonata BWV 1039 in sol maggiore, Sonata BWV 1032, il Trio BWV 583, la Corale in trio in sol maggiore su “Herr Jesu Christ, dich zu uns wend”; e inoltre due pezzi per cembalo solo: il Preludio BWV 902 e la Toccata BWV 914.
«Questo programma rappresenta una sorta di punto d’arrivo della nostra collaborazione – spiega il clavicembalista Andrea Coen – infatti richiede il massimo della condivisione. Vuol dare una visione ampia del repertorio bachiano dedicato al flauto dolce con qualche appropriazione anche di altre composizioni dedicate al flauto traverso». Per quanto riguarda le musiche, Stefano Bagliano puntualizza: «L’impostazione del programma tiene conto del fatto che all’epoca di Bach era diffusissimo il concetto di polistrumentalità che permetteva la massima libertà di fare musica senza limitazioni (tra l’altro i musicisti sapevano spesso suonare diversi strumenti), e consentiva alla stampa musicale di garantirsi ulteriore diffusione grazie alle molteplici possibilità di esecuzione offerte ai musicisti dilettanti. Chi scriveva manteneva la scrittura nelle estensioni e nei passaggi a un grado che permettesse l’interscambiabilità che determina una delle pratiche musicali più diffuse nel periodo barocco: l’arte della trascrizione. A proposito di trascrizioni, la Sonata BWV 1032 che viene eseguita oggi pomeriggio è per flauto traverso. In essa, oltre a trasportare il brano da La maggiore a Do maggiore, si rende necessario ricostruire una parte del primo tempo perché incompiuto; un’altra Sonata è la BWV 1020, che viene eseguita nella tonalità di La minore (un tono sopra all’originale) ed è stata attribuita dalla prevalente musicologia a Carl Philipp Emanuel Bach. E ancora suoniamo il brano in trio di derivazione organistica, anch’esso perfettamente adattabile all’organico flauto e cembalo obbligato: il celebre Corale Herr Jesu Christ, dich zu uns wend BWV 655, uno dei 18 Corali di Lipsia».
Due i brani soltanto per cembalo. Così ne parla Coen: «Il Preludio BWV902 sciolto, bello, corposo e la Toccata in Mi minore BWV 914, scritta da un Bach poco più che ventenne ma già perfettamente padrone della composizione e della tastiera. Il modello è quello della toccata italiana del ‘600 con ampie parti fugate e momenti improvvisativi vicine al repertorio francese: un brano scintillante e pieno di vita». Ingresso libero ma limitato ai posti disponibili (e non oltre le 16.30).
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