Aterballetto capofila di una rete nazionale di spettacolo dal vivo
La Fondazione della Danza cambia logo ma non ambizione Il direttore Cristoforetti: «Saremo il punto di riferimento»
REGGIO EMILIA. Con il nuovo consiglio e le nuove cariche dirigenziali, Aterballetto si rinnova nel profondo, partendo dal logo stesso, e si rilancia creando una nuova rete progettuale per avviare un sistema di relazioni interne al sistema dello spettacolo dal vivo e non solo.
L’idea ardita è di rappresentare una nuova vocazione transdisciplinare dialogante con tutti i mondi culturali e gli operatori dei vari settori. Così la massima compagnia di danza italiana ridisegna la propria linea ripresentandosi davanti ai partner stessi della Fondazione Nazionale della Danza: Regione Emilia Romagna e Comune di Reggio Emilia. Lo ha fatto a Bologna presso l’Arena del Sole, nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte Massimo Mezzetti assessore regionale alla cultura, il sindaco di Reggio Luca Vecchi, il presidente del nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione, Azio Sezzi, e il direttore Gigi Cristoforetti, che ha ribadito la volontà di trasformare la Fondazione in un centro di riferimento per la promozione della danza in Italia, mantenendo il ruolo storico e produttivo di Aterballetto. Il primo passo è di “mettersi a disposizione” di partner nuovi e consolidati. «Il nostro obiettivo è chiaro – spiega Cristoforetti – dare vita, durante questo triennio, ad un’istituzione nuova, capace di promuovere lo sviluppo della danza nel nostro Paese, e di proiettare l’immagine della danza italiana con i suoi artisti sul piano internazionale. Siamo convinti di poter offrire all’Italia un centro di riferimento, forti della natura pubblica della Fondazione Nazionale della Danza. Lo facciamo nella consapevolezza di un passaggio importante come la presenza della Nid– Piattaforma della Danza Italiana a Reggio Emilia nel 2019». Il primo esempio di quanto detto è la produzione della “Tempesta” – con la quale Aterballetto entra per la prima volta nelle stagioni teatrali – che mette il racconto di Shakespeare in luce attraverso un linguaggio fisico e visionario come la danza, con la coreografia di Giuseppe Spota, le musiche di Giuliano Sangiorgi e le scene di Giacomo Andrico. È frutto della collaborazione con il Teatro Nazionale del Veneto e il Centro Teatrale Bresciano. E ancora: con il centro di produzione Bellini di Napoli, Ravenna Festival e il progetto RIC.CI (ideato e diretto da Marinella Guatterini), Aterballetto coprodurrà “Tango Glaciale reloaded” di Mario Martone, un capolavoro dei primi anni Ottanta.
Riflettendo sulla relazione tra danza e musica, è il “Bach Project” (con musica dal vivo, grazie all’ensemble Sentieri Selvaggi) che vede lavorare insieme il giovane e promettente coreografo italiano Diego Tortelli e il grandissimo Jirí Kylián. Il debutto sarà a Torino e Milano in settembre, in coproduzione con Torinodanza festival, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Fondazione per la Cultura Torino. Un progetto simile è “Nine Bells” di Valerio Longo con il musicista e compositore Simone Beneventi in scena, e partecipando ad un’opera lirica prodotta dai teatri di Modena e Reggio.
La danza invece incontra l’arte a Palazzo Magnani per il festival Fotografia Europea sviluppando una partnership biennale. Si tratta di “In/Finito”, un progetto di danza e fotografia per spazi urbani, monumentali o naturalistici, che prevede sei brevi creazioni di altrettanti artisti under 35 poi fotografate da Toni Thorimbert. Nascerà un’esposizione.
Agli obiettivi sopra spiegati, è collegato il tema di un’alfabetizzazione sui linguaggi di danza, rivolto a scuole curate da Arturo Cannistrà.
Una delle novità è infine il progetto “Grand Bal” che propone alla città performance di danza nello spazio pubblico.
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