A Gualtieri un museo permanente per Antonio Ligabue
La vernice sabato 24 marzo (ore 11) nella Sala Giove di Palazzo Bentivoglio. In mostra quaranta opere tra oli e disegni oltre a tre lettere alla madre
GUALTIERI. Una quarantina di opere rappresentative dell’intero ciclo pittorico dell’artista e delle diverse tecniche da lui utilizzate: nello specifico, 28 oli, 3 disegni, 2 incisioni e 4 sculture. Queste le caratteristiche del museo permanente dedicato ad Antonio Ligabue allestito in Sala Giove a Palazzo Bentivoglio, che verrà inaugurato domani alle 11 e che comprende anche un’importante parte documentaria, composta da tre lettere della madre e dalla cartella clinica dei ricoveri dell’artista al manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia.
MOSTRE L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Antonio Ligabue in collaborazione con il Comune di Gualtieri, va a suggellare il “momento d’oro” di “Toni”, il quale oltre che a Gualtieri – paese che lo accolse, espulso dalla Svizzera, dal 1919 al 1965, dove morì alla casa di riposo “Felice Carri” – viene celebrato in Italia e all’estero: a Napoli, nella Cappella Palatina del Castello Maschio Angioino, si è da poco conclusa una esposizione monografica con 80 opere, che ha fatto registrare 20mila visite, mentre a Genova, nel Palazzo Ducale, il 3 marzo è stata inaugurata una mostra che si protrarrà fino al primo luglio e che sta già registrando notevole interesse, con altre 80 opere che ripercorrono l’intero percorso di Ligabue. A Mosca, invece, è stata prorogata fino al 20 maggio la mostra antologica che la Russia ha dedicato ad Antonio Ligabue nel Museo statale centrale di storia contemporanea: le opere di “Toni” – presentato come artista puro, senza particolari divagazioni sulla sua storia e la sua personalità – hanno riscosso grandi apprezzamenti persino da parte del presidente Putin, oltre che di semplici visitatori e scolaresche che hanno spinto gli organizzatori a non farla concludere l’11 marzo, come inizialmente programmato.
Una curiosità relativa al museo permanente che verrà inaugurato domani è legata al quadro che è stato scelto per rappresentarlo nei manifesti pubblicitari, in particolare sul manifesto gigante che campeggerà su piazza Bentivoglio: si tratta di un autoritratto risalente al secondo periodo artistico di Ligabue, al momento esposto nella mostra di Genova ma di proprietà del Comune di Gualtieri. È un quadro la cui realizzazione può essere collocata tra il 1951 e il 1952, e la cui caratteristica pregnante è la forza del viso stesso di Ligabue. Il pittore infatti si è raffigurato con uno sguardo intenso e cupo, tipico di questo suo periodo artistico: a dominare l’opera – decisamente materica – è la sua figura, mentre lo sfondo si fa più sintetico e meno dettagliato rispetto a quadri del periodo precedente.
Il museo permanente sarà visitabile sino al prossimo 18 novembre il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, la domenica e i festivi dalle 10 alle 19. Per informazioni telefonare allo 0522-221853 o allo 0522-221869 o inviare una mail a fondazione.antonioligabue@gmail.com (ingresso 5 euro intero, 3 euro ridotto; visite guidate a prenotazione 30 euro per i privati e 15 euro per le scuole; visite guidate senza prenotazione sabato e domenica alle 16, 7 euro biglietto incluso).
FILM Che sia un periodo speciale per la figura di Ligabue lo dimostra anche la scelta della casa di produzione Palomar di realizzare un film incentrato proprio su “Toni” dal titolo “Volevo nascondermi”. I presupposti per un’opera di alto profilo artistico sono assicurati dal regista e sceneggiatore Giorgio Diritti che con “L’uomo che verrà” ha ottenuto tre David di Donatello e tre Nastri d’Argento e dall’interprete di Ligabue, Elio Germano, vincitore di tre David di Donatello per il miglior attore protagonista con “Mio fratello è figlio unico”, “La nostra vita” e il “Giovane favoloso”. A 40 anni dall’indimenticabile “Ligabue” di Salvatore Nocita, prodotto dalla Rai, sceneggiato da Cesare Zavattini e Arnaldo Bagnasco, con la magistrale interpretazione di Flavio Bucci, vincitore al Festival di Montreal del Gran Premio delle Americhe e del premio alla migliore interpretazione maschile, e a tre anni da “Bassa Continua – Toni sul Po” che è valso al regista attore Mario Perrotta il Premio Ubu come migliore progetto artistico e organizzativo, il genio di Toni torna ad ispirare la cultura e la migliore cinematografica italiana.
«Gualtieri – spiegano il sindaco Renzo Bergamini e l’assessore alla Cultura Marcello Stecco – intende cogliere l’occasione di “Volevo nascondermi” anche come “buona provocazione” per riflettere sul proprio cammino, sulla qualità sociale della propria comunità. Ma questa volta non si tratterà solamente di portare alla luce il genio di uno dei più grandi artisti del ‘900, ma anche il valore contemporaneo della sua tragica vicenda umana».
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