Giornate Fai di primavera, Reggio Emilia mostra i suoi tesori
Sabato 24 e domenica 25 marzo tornano le giornate FAI di primavera. Quest’anno tocca alla Chiesa di San Domenico e a Palazzo Tirelli già Gabbi. Visite anche alla torre di San Prospero
REGGIO EMILIA. Sabato 24 e domenica 25 marzo tornano le giornate FAI di primavera. Quest’anno tocca alla Chiesa di San Domenico e a Palazzo Tirelli già Gabbi, che apriranno le porte nel fine settimana. A guidare i visitatori alla scoperta di questi tesori nascosti saranno i giovani Apprendisti Ciceroni delle scuole reggiane.
La prima tappa, la Chiesa di San Domenico, sorge sull’omonima piazza e risale al 1230 circa, quando fu costruita dai frati Domenicani. Negli anni è stata oggetto di diverse ricostruzioni, ben visibili dalla facciata, mentre all’interno si trova ancora l’antica struttura dei chiostri. Palazzo Tirelli invece venne acquistato dalla famiglia Gabbi nel 1627 e conserva alcuni degli affreschi settecenteschi più belli della nostra città: quelli di Prospero Zanichelli e di Francesco Vellani. I due luoghi hanno un legame: nella Chiesa di San Domenico si trovano le tombe dei Gabbi, i nobili che fecero appunto costruire Palazzo Tirelli.
Quello delle giornate FAI è un appuntamento molto apprezzato dai reggiani, che tutti gli anni affluiscono numerosi a ritrovare questi luoghi nascosti. «L’anno scorso, la venticinquesima edizione, è stato il maggior successo di sempre – dice Carlo Baja Guarienti, capo delegazione FAI Reggio Emilia – con ben 6000 visitatori a Villa D’Este e alla Reggia di Rivalta». Grande successo anche per la prima giornata FAI d’autunno, il 15 ottobre dell’anno scorso, che ha contato 1200 visite proprio nella Chiesa di San Domenico. La grande adesione ha fatto sì che la chiesa venisse riproposta anche quest’anno. Così come è successo con la torre di San Prospero: aperta in settembre per la Sagra della Giareda, grazie alla collaborazione del Comitato per il restauro della Torre di San Prospero, dell’Unione Campanari Reggiani e dello stesso FAI, ha accolto più di 500 curiosi, e probabilmente sarà riproposta anche quest’anno. «La partecipazione degli anni scorsi promette veramente bene – continua Guarienti – ma per quanto sia importante il numero di visitatori, noi preferiamo la soddisfazione delle persone. Per questo motivo scegliamo di proporre visite guidate a gruppi ridotti, in modo che ognuno partecipi imparando qualcosa di nuovo».
E a dare un riscontro positivo sono anche i molti studenti. «Il pubblico è piuttosto variegato – commenta Guarienti – ma ci sono tantissimi giovani. Questo anche grazie ai loro coetanei che fanno da guida». Quest’anno saranno i ragazzi del liceo Ariosto-Spallanzani, del Moro e del Chierici. Tanti sono i giovani anche tra gli iscritti: il gruppo giovani del FAI di Reggio Emilia è il più numeroso in tutta la regione.
Dal 1975 il FAI si impegna per recuperare luoghi straordinari del nostro paese, sconosciuti ai più, e incentivare il turismo. «Da questo punto di vista, Reggio ha ampi margini di miglioramento. Chi viene qui dall’estero resta sempre colpito dalla nostra città, grazie al felice connubio tra le ricchezze culturali e le dimensioni da cittadina tranquilla».
Ma le iniziative si rivolgono, ovviamente, anche ai reggiani: «È un’occasione per guardare la città con occhi diversi e riscoprire gioielli nascosti – dice il capo delegazione – promuovendo la tutela del patrimonio artistico e ambientale». In questo senso, fondamentale è stato il contributo di chi ha risposto positivamente alle iniziative: «È grazie all’aiuto di monsignor Ghirelli, direttore dell’ufficio per i Beni Culturali della diocesi di Reggio, e di Camillo Galaverni del Circolo del Casino che siamo riusciti ad organizzare le due giornate di quest’anno».
Le visite vanno dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30), con il contributo suggerito a partire da 3 euro. Per info 0522-438865.
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