“Pronti, Funky, Via!” con i Ridillo
Da domani l’album sarà in vendita in edicola con la Gazzetta di Reggio
REGGIO EMILIA. “Pronti, Funky, Via!”. Non solo il titolo del loro ultimo album, ma una sorta di manifesto con cui i Ridillo ribadiscono i propri valori fondanti: «Da una parte c’è il funky – spiega Daniele “Bengi” Benati, cantante, chitarrista e prima penna della formazione – che è il genere a cui ci dedichiamo dal ’91, dall’altro un invito che vogliamo fare a tutti: muovetevi, partite, fate... non state sempre a guardare cosa fanno gli altri e criticare».
L’album – che contiene 13 inediti e i tre classici “Mangio Amore”, “Figli di una buona stella” e “Festa in 2” – da domani sarà in vendita in edicola con la Gazzetta di Reggio (abbinamento opzionale a 9,90 euro più il prezzo del quotidiano). «Una scommessa – commenta Benati – ma oggi bisogna inventarsi nuove formule per vendere, perché la discografia risente degli ascolti in streaming. In questo modo speriamo di arrivare a molte persone, anche a chi non ci conosce: ecco perché abbiamo deciso di inserire nell’album tre dei nostri cavalli di battaglia». D’altra parte i Ridillo alle sfide sono abituati: da oltre 25 anni, infatti, cantano il funky in italiano.
Nel nuovo album, dal funky si parte verso le sfumature del soul, dell’R&B, della disco e dell’hip-hop, in un caleidoscopio di colori, creatività e citazioni che invitano a ballare e a pensare, con una leggerezza mai superficiale. Il brano iniziale è “Pianeta Terra”, presentato in anteprima al Blu J: un inno di pace che invita a legare le diversità. “Funkora” affronta il tema del “soffrir d’amore” con la partecipazione, all’hammond, di Sam Paglia. Seguono “Niente da perdere”, “Everybody funky” (un invito a mescolare le carte, giocando liberamente la propria partita senza prestare attenzione a mode o etichette), “Ciao ciao ciao”, “L’invenzione della donna” (una ballad stile Barry White tutta dedicata all’universo femminile). “Shake ‘em up” – nata dalla collaborazione con Mr. Ronnie Jones – parla dei politici che non sanno ballare. “Grande figlio di puttana” è l’omaggio dei Ridillo agli Stadio e a Lucio Dalla. Chiudono l’album “Paura di un bacio”, “Ho” (che racconta l’eterno dilemma tra l’essere e l’avere in un’epoca in cui tutti sono sempre più propensi a proteggere il proprio orticello), “Algoritmo”, “Buongiorno anche a te” (in cui i Ridillo si fingono la band di Pino Daniele) e “Stasera che sera”, un classico dei Matia Bazar che i Ridillo hanno in repertorio da molto tempo, ma che non avevano mai registrato.
Non resta che cogliere l’invito e lasciarsi andare al ritmo.
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