Rulli Frulli e migranti uniti nella musica
L’orchestra di Finale Emilia al lavoro con i giovani della Dimora d’Abramo: insieme formano i Marinai
REGGIO EMILIA. Naufraghi musicali messi insieme dalla base più semplice, il ritmo, e dalla voglia di integrarsi. Sono “Marinai” arrivati a Reggio da mezzo mondo e ora radunati nella ciurma più colorata e divertente degli ultimi anni, quella della sempre più conosciuta Banda Rulli Frulli di Finale Emilia.
Alcuni mesi fa è partito a Reggio, con il circolo Arci Tunnel come base operativa, un nuovo progetto di integrazione musicale che porta sopra il marchio dei Rulli Frulli, la formazione modenese creata a Finale Emilia come marching band nel 2010 e ripartita con forza nel 2012 dopo il terremoto.
La formula del Rulli Frulli è ormai nota, una cinquantina di persone impegnate con percussioni di ogni tipo, in gran parte artigianali, per comunicare attraverso la musica: gran parte dei componenti sono bambini e adolescenti e fra loro diversi piccoli musicisti con disabilità e problematiche varie.
La carovana dei Rulli Frulli, con il suo variopinto e divertentissimo spettacolo coordinato dai maestri di musica della Fondazione Andreoli di Mirandola, ha ottenuto enorme successo, finendo per suonare alla festa dei sindacati il 1° Maggio a Roma e nel programma Rai di Mika.
E ora allarga il discorso, con un percorso nato dalla collaborazione con la cooperativa sociale e di solidarietà Dimora d’Abramo, l’ufficio Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati) del Comune di Reggio Emilia e la Fondazione Andreoli, “madre” dei Rulli Frulli. «L’integrazione passa attraverso la musica», dicono i referenti della Banda coordinati da Federico Alberghini.
«Adolescenti italiani e ragazzi accolti nel progetto Sprar stanno dando vita ad una banda senza barriere, un luogo in cui potersi esprimere e far avvicinare mondi apparentemente diversi suonando strumenti costruiti con materiali di recupero», raccontano soddisfatti. L’obiettivo è chiaro, la musica è mischiata alla solidarietà: «Il nostro progetto vuole mettere insieme minorenni e giovani adulti che si stanno inserendo nel territorio italiano: imparano la lingua e la cultura italiana, seguono corsi professionali e si sperimentano in tirocini e in attività sociali».
Si cerca ancora una volta di integrare persone, differenze e linguaggi usando la musica e soprattutto il linguaggio musicale più semplice e insieme più intenso, quello in grado di scuotere anche involontariamente, il ritmo.
I Rulli Frulli – spesso protagonisti nella nostra provincia, l’ultima volta per la giornata mondiale della disabilità – hanno iniziato a collaborare con i richiedenti reggiani in lunghe sessioni musicali ospitati dal circolo Arci Tunnel in via del Chionso. I musicisti della banda forniscono le basi e le linee guide ai ragazzi, in gran parte africani, che a propria volta si trovano a scoprire percussioni della più svariata natura, da pentole ad attrezzi.
Per molti giovani seguiti dallo Sprar è anche un modo per collaudarsi nella vita quotidiana. «Devono raggiungere autonomamente il Tunnel in orario per le prove e sinora sono stati bravissimi, puntuali, sempre molto interessati», sorridono i maestri.
L’immaginario marinaresco è sempre stato nel cuore dei Rulli Frulli sin dal primo disco “La Ciurma” e con questo nuovo cammino è ancora più adatto. La band si chiama Marinai, il riferimento ai perigliosi viaggi su navi e barconi di fortuna che questi ragazzi hanno affrontato è palese ed è un anche un buon modo per ricordare le difficoltà che tanti stanno vivendo. A breve, tutti potranno conoscere il loro viaggio: la parte delle prove a porte chiuse è ormai vicina alla conclusione e in questi mesi sono programmati i primi concerti dei Marinai reggiani.
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