Corrado Augias e “l’incanto di Venere” al Teatro del Fiume
BORETTO. Domani sera alle 21, al Teatro del Fiume di Boretto andrà in scena “L’eterno incanto di Venere - da Prassitele a Modigliani”, uno spettacolo di e con Corrado Augias (luci, video e regia di...
BORETTO. Domani sera alle 21, al Teatro del Fiume di Boretto andrà in scena “L’eterno incanto di Venere - da Prassitele a Modigliani”, uno spettacolo di e con Corrado Augias (luci, video e regia di Angelo Generali, Corvino Produzioni).
Le immagini del nudo – quello femminile, in particolare – sono uno spettacolo ormai consueto, ma pochi si interrogano su come si sia arrivati a questa consuetudine di una frequenza tale da aver logorato il valore dirompente che ha invece avuto in passato. Lo spettacolo del noto giornalista risponderà a questa domanda ripercorrendo le diverse tappe che hanno portato alla situazione attuale, comprese le cause sociali e di costume (e in qualche caso politiche) che hanno accompagnato questo percorso. Con una premessa: il bisogno di mostrare la nudità c’è sempre stato per molte e diverse ragioni sessuali, simboliche, mitiche. Lo dimostrano in primo luogo la statuaria arcaica, poi le grandi statue e gli affreschi del periodo greco-romano. Erano nudi che rappresentavano la nudità in sé e per sé ma anche la nudità intesa come simbolo di qualcos’altro, per esempio una divinità come Venere. Veneri infatti si sono chiamate queste figure anche se con la famosa dea dell’amore spesso non avevano niente a che fare. Molto lentamente, con l’andare dei secoli, la nudità s’è affrancata dai pretesti della sua rappresentazione: mitici, storici o biblici che fossero. Dalla seconda metà del XVIII secolo un corpo nudo ha cominciato ad essere mostrato per ciò che è, fino allo scandalo provocato dal famoso quadro (oggi esposto al parigino Musée d’Orsay) dal titolo: “L’origine du monde”. «Non tratto la nudità come una lezione di storia dell’arte – spiega Augias – ma vado avanti e indietro seguendo un tema che invade le arti figurative dalla Grecia del quinto secolo fino ai nostri giorni con un approccio più sociologico». Le indiscutibili qualità oratorie del giornalista e scrittore condurranno per mano il pubblico in questo cammino di scoperta del nudo dalle gloriose origini all'odierno impoverimento.
I biglietti per lo spettacolo possono essere acquistati alla biglietteria del Comune Di Boretto domani dalle 10.30 alle 12.30, oppure online sul circuito VivaTicket. La stagione del Teatro del Fiume di Boretto si concluderà il 7 aprile con lo spettacolo di Gianni Furlani “Il mio posto nel mondo”, dedicato a Luigi Tenco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
