Voglia di Romagna? Ci pensa la “Saraghina”
I sapori della Riviera nel cuore di Reggio con l’osteria di Davide Colli. In menù piade arrotolate, frittini, pesce azzurro anche da portar via
REGGIO EMILIA. Piadina alta, frittini di pesce, squacquerone, alici e forme felliniane. Sapori di Romagna che i reggiani sono abituati tradizionalmente a gustare in Riviera, dopo qualche ora di automobile o di treno verso l’Adriatico.
Sapori che sono al centro di un locale decisamente atipico per Reggio, “Dalla Saraghina”, aperto alcuni mesi fa in viale Ettore Simonazzi. Gli spazi sono quelli del Sandiego, uno dei locali da aperitivo storici cittadini, e il gestore è sempre lo stesso, Davide Colli. La novità è proprio nella proposta, a livello eno-gastronomico così come nell’arredo e nella concezione. “Dalla Saraghina” prende il nome dall’omonimo locale riminese a cui si ispira per impostazione grafica e per parte del menù, anche se poi le variazioni non mancano.
«Volevamo realizzare un luogo dove si potesse mangiare qualcosa in compagnia, scegliendo fra tante proposte, senza risultare troppo impegnativi», racconta Colli. «Da noi ci sono pochissimi locali di cucina romagnola, e abbiamo pensato che la proposta potesse piacere».
“Dalla Saraghina” è una trattoria, con tavolini bassi o la possibilità di mangiare a banco a fianco degli altri avventori, che propone scelte classiche della Romagna. Le piadine, innanzitutto, di alta qualità, con pasta alta e morbida come tradizione dei colli affacciati sull’Adriatico.
Vengono servite arrotolate, un’altra rarità per questa fetta d’Emilia, con condimenti divisi fra pesce e carne: «All’inizio eravamo dubbiosi sulle piade arrotolate, la nostra idea di piadina è quella classica, distesa – svela Colli – e invece piacciono molto».
Anche le altre specialità portano al mare, in particolare i frittini: acciughe, sarde, gamberi e calamari, verdurine miste, patate “tagliate grosse” e melanzane. Le varie offerte si possono miscelare fra loro, tutte vengono servite con una sottile impanatura in cestini metallici da cui tutti i commensali possono spiluccare in compagnia, come da tradizione da osteria. In questo modo è possibile sperimentare tanti assaggi diversi da condividere senza complicate manovre per passare porzioni e piatti.
Stessa idea alla base di piatti misti simpatici già dalla confezione, con sarde, cipolline, squacquerone, piada fritta e piada morbida, maionesi allo zenzero.
«Il principio è proprio quello di poter sperimentare e assaggiare tante cose, unendo bicchieri diversi fra loro. Ci piaceva l’idea di fare qualcosa che fosse informale ma che permettesse anche di avere piatti ricercati, se li si desidera. Sono sapori di una zona vicina a noi ma che a Reggio non sono molto diffusi, da noi vanno o i ristoranti e le birrerie “da cena” o i locali da aperitivo, e lo so bene perché il Sandiego era quello», riflette Colli.
«Abbiamo voluto provare con qualcosa di diverso affidandoci a un ristorante storico riminese, con cui già facciamo scambi: per i formaggi freschi e il pesce ovviamente ci affidiamo a loro, quando loro hanno bisogno di Parmigiano Reggiano e certi salumi ci pensiamo noi», sorride Colli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
