Gazzetta di Reggio

LE GIORNATE DEL FAI 

Alla riscoperta di Palazzo Trivelli noto come Circolo del Casino

di Luigi Vinceti
Alla riscoperta di Palazzo Trivelli noto come Circolo del Casino

REGGIO EMILIA. Palazzo Tirelli (già Gabbi) è conosciuto come il Circolo del Casino perché dal 1972 vi ha stabilito la propria sede un’organizzazione ludico-culturale che ha richiamato e coinvolto...

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REGGIO EMILIA. Palazzo Tirelli (già Gabbi) è conosciuto come il Circolo del Casino perché dal 1972 vi ha stabilito la propria sede un’organizzazione ludico-culturale che ha richiamato e coinvolto numerose generazioni di reggiani. In particolare un gruppo di amici che era insediato nel Ridotto del Teatro Municipale da dove provengono alcuni arredi come specchi, divani e consolle che ora abbelliscono le stanze del palazzo di via Gabbi, in pieno centro storico.

Splendido lo scalone d’ingresso decorato con prospettive e trompe-l’oeil da Prospero Scapinelli (1698-1772), magnifiche alcune sale del piano nobile dove spiccano opere di grande pregio.

Racchiuso entro cornici di stucco si trova nel Salone centrale – è alto 13 metri – il ciclo di otto tele raffiguranti episodi della guerra di Troia realizzate nel 1739 dal modenese Francesco Vellani (1688-1768). Si tratta di uno dei cicli meglio conservati della pittura reggiana del Settecento; sono affreschi che mostrano scene omeriche: Convito di eroi, Giudizio di Paride, Ratto di Elena, Peone ferito, Ifigenia in Aulide, Strazio di Ettore, Diomede ferisce Venere, Fuga di Enea. Notevole anche il ritratto di Vittorio Emanuele II realizzato in occasione della sua visita a Reggio per la Festa dello Statuto; il suo quadro, opera del pittore reggiano dell’800 Giuseppe Ugolini, è appeso nella Sala Rossa posta dopo quella degli Specchi.

Ma è solo un piccolo esempio di ciò che vi hanno radunato le nobili famiglie dei Gabbi (le spoglie di alcuni componenti di questo casato sono custodite nella vicina chiesa di San Domenico) e dei Tirelli che è poi stato preso in custodia dalla Società del Casino.

Quest’ultima contava in un primo momento diverse centinaia di soci, molti dei quali in età avanzata, che avevano eletto quegli ambienti per assistere a spettacoli, ospitare concerti, giocare a carte, passare le serate oltre naturalmente le grandi feste organizzate per eventi particolari. Poi, però ,le fila dei soci si sono assottigliate e poiché la gestione accurata di quegli ambienti si è fatta complicata e soprattutto economicamente importante, è stata appositamente costituita una Società Immobiliare (presieduta da Camillo Galaverni il cui studio professionale è anche sponsor da decenni) che dal 2014 si è fatta carico del ripristino e della cura dei locali e di ciò che di prezioso vi è custodito.

Ora finalmente le porte del Circolo del Casino vengono sia pur occasionalmente riaperte al pubblico e c’è chi sta pensando alla riproposta del ballo delle debuttanti di fine anno che ha rappresentato per anni un appuntamento fisso in via Gabbi.

A partire da qui, l’antico palazzo potrebbe riprendere la splendida vita di un tempo neanche troppo lontano.

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