«Aprirò il concerto degli Iron Maiden»
La gioia del correggese Giacomo Voli, che ha conosciuto una impennata di celebrità nel 2014 grazie al secondo posto a The Voice
CORREGGIO. Giacomo Voli, 32enne cantante correggese che ha conosciuto una impennata di celebrità nel 2014 grazie al secondo posto a The Voice, salirà sul palco con una delle band che hanno segnato la sua vita.
Il 17 luglio gli Iron Maiden, fra le più importante band heavy metal, suoneranno infatti a Trieste in un concerto molto atteso. Ad aprire la loro esibizione ci saranno anche i Rhapsody Of Fire, gruppo di shymponic metal molto radicato fra gli appassionati di genere. Originari di Trieste, ora hanno alla voce Giacomo Voli che ora ha preso il posto del cantante storico della band, Fabio Lione: ora potrà salire sul palco con uno dei gruppi a cui deve la propria formazione musicale.
Voli, quanto hanno contato per lei gli Iron Maiden?
«È un pezzo di vita, una delle band con cui ho iniziato a apprezzare musica spinta e poi a conoscere il metal».
Così importanti per lei?
«Sono la band con cui sono stato iniziato al metal alle superiori, per me è un sogno suonare con loro. Devo dire che ci speravo, ma non così in fretta».
Gli Iron Maiden hanno una storia quasi quarantennale. Quali i suoi dischi preferiti?
«Mi sono avvicinato grazie ai dischi del periodo più classico con Bruce Dickinson come cantante, ma tutti i grandi classici dei primi anni mi hanno segnato, sia gli esordi con Paul Di’Anno e poi il cambio con Dickinson, la sua voce unica ha dato qualcosa in più alla band».
Non fa strano pensare a un Giacomo Voli heavy metal?
«È un’altra parte di me, adesso sono anche con i Rhapsody of Fire riesco a tirare fuori un’altra parte di me che come cantautore rock non posso esprimere. Parliamo di temi diversi, anche quando cantiamo in italiano con i Rhapsody of Fire siamo più epici, sinfonici, con tematiche fantasy».
Come cantautore invece?
«In italiano cerco di esprimere le mie sensazioni, di raccontare storie, è una musica che nasce proprio per me: i due percorsi sono separati ma compatibili».
Non è inusuale?
«Così come Elton John scrive per sé e poi quando è ora fare le cose per Walt Disney le fa, ci sono varie sfaccettature nel mondo della musica».
Un artista può avere diverse strade?
«Lla mia fortuna è che ascolto tanta musica, ascolto tanti genere, così riesco a potermi esprimere su due fronti senza problemi».
È più complicato essere Giacomo Voli o essere il cantante Rhapsody of Fire?
«È più complicata fare una serata come Giacomo Voli, perché sono matto e mi sono scritto delle cose non facili da cantare».
E come Rhapsody of Fire?
«Come vocalità è più semplice, per anni come Rhapsody of Fire dovremo confrontarci con uno spettro, la voce dell’ex cantante Fabio, i fan hanno aspettative. Devo però dire che il tour è andato benissimo, mi sono rilassato e ho capito di poter mettere del mio anche in quel contesto».
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