Gazzetta di Reggio

A Reggio Emilia l’erotismo in una mostra vietata agli under 14

di Cristina Fabbri
A Reggio Emilia l’erotismo in una mostra vietata agli under 14

“Mostra vietata ai minori di quattordici anni”, si legge nell’annuncio. Il curatore Brollo: «Abbiamo giocato con il senso del pudore» 

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REGGIO EMILIA. “Mostra vietata ai minori di quattordici anni”, si legge nell’annuncio. Ma di cosa si tratta? Abbiamo cercato di capire qualcosa di più, anche perché ormai nella società contemporanea non si vieta quasi più nulla, o quasi. Purtroppo o per fortuna.

Dal titolo “Erotico / Eretico”, questa esposizione è in corso fino al 26 maggio alla Galleria RezArte Contemporanea di Reggio (Via Emilia Ospizio, 34/D). Curata da Boris Brollo con opere di Saturno Buttò, Gérard Guyomard, Ketra, Biagio Pancino e Tono Zancanaro, è accompagnata da una prefazione di Pascal Quignard, scrittore francese autore del saggio “Le Sexe et l’effroi” (Mondadori Electa, 2002). Raccoglie una cinquantina di dipinti, disegni, chine, stampe su plexiglass ed opere a parete con innesti materici che danno forma alla visione organica e inorganica della sessualità.

Perché è “vietata ai minori”? Cosa c’è di così proibito al giorno d’oggi?

«Al giorno d’oggi – risponde il curatore Boris Brollo – non si usa più vietare nulla. Anche a mezzogiorno capita di vedere in televisione film con scene di sesso. Vietando la mostra ai minori di quattordici anni, abbiamo voluto giocare un po’ con il senso del pudore. È una provocazione al contrario. L’intenzione è quella di porre una riflessione su cosa sia erotico e cosa no. L’erotismo è anche pensiero, poesia, letteratura, arte. A volte, nevrosi. Mettere un limite per recuperare quell’intervallo perduto individuato da Gillo Dorfles. La soglia corrisponde a una pausa, a un momento di riflessione. Di proibito, non c’è ormai nulla. Bisognerebbe ritornare ai Dieci Comandamenti (ride, ndr). Non parliamo di politically correct, ma di un recupero della capacità critica dell’individuo. Non per legge».

Quali sono le opere più “forti”?

«Sono soprattutto quelle di due artisti ultraottantenni che vivono in Francia, Gerard Guyomard e Biagio Pancino. Guyomard crea composizioni caleidoscopiche, originate da materiali tratti dall’immaginario sessuale. Pacino, invece, fa un discorso per certi versi assimilabile a “L’origine del mondo di Courbet”: per riprodurre i genitali femminili si avvale, tuttavia, di elementi vegetali, il cui deperimento dà il senso della caducità. Di Tono Zancanaro, scomparso nel 1985, sono esposte alcune chine a tema erotico. La sua storia è legata al secondo dopoguerra e ai cosiddetti “demopretoni”, personaggi politici dell’epoca ritratti in chiave satirica e dissacrante. Ketra, l’artista più giovane, fa un erotico fiorito: in mezzo ai fiori si scorgono sembianze femminili. Saturno Buttò, per finire, lavora su un’immagine particolare, legata al tema della tortura psico-fisica nella coppia, tra dominazione e sottomissione».

Cosa vi ha spinto a organizzare questo tipo di mostra?

«È dai tempi del Medioevo che si è identificata l’eresia religiosa, in senso lato, con la sessualità, per colpire l’essere umano nella sua più intima e Libera Natura. Basti ricordare qui i processi al seguito della Controriforma o “La lettera scarlatta” (1850) di Nathaniel Hawthorne sulle Streghe di Salem o, ancora ai nostri tempi, il romanzo di Leonardo Sciascia del 1986 “La Strega e il Capitano”. L’idea di fondo è che tutto ciò che è male viene dal libertinaggio e quindi il controllo della sessualità è il controllo sociale dell’individuo».

E la prefazione mette in luce il senso un po’ di tutta la mostra. «Gli animali – scrive Pascal Quignard – sono senza nudità. Un gatto non è nudo. Un pesce rosso non è nudo. Un canarino non è nudo. La nudità, l’ansia per l’altro da sé, la curiosità dell’altro sesso, sono caratteristiche della sessualità umana. Questa ansia è insoddisfatta sin dall’origine. È l’impossibilità del denudarsi della statuaria, l’impossibile fantasmagoria onirica quanto immaginaria, l’intrigo impossibile che i romani cercarono di creare. La denudazione, essendo la rivelazione di ciò che è nascosto dal turbamento dell'altro, è l’impossibile Rivelazione. Questa è l’impossibile Apocalisse».
 

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