Il cammino artistico di Toni in una quarantina d’opere
Ieri mattina l’inaugurazione nella Sala di Giove a Palazzo Bentivoglio Tra gli inediti il quadro “Ligabue arrestato” e la scultura “Animali in lotta”
GUALTIERI. Una quarantina di opere rappresentative di tutto il ciclo pittorico di Antonio Ligabue, realizzate con le più diverse tecniche, oltre a un’interessante parte documentaria che comprende anche tre lettere della madre e la cartella clinica dei ricoveri al manicomio San Lazzaro. Queste le caratteristiche del museo permanente inaugurato ieri mattina a Palazzo Bentivoglio a Gualtieri, nella Sala di Giove. Un tributo con il quale, attraverso l’esposizione di 28 oli, 3 disegni, 2 incisioni e 4 sculture, il Comune di Gualtieri e la Fondazione “Antonio Ligabue”, hanno voluto ancora una volta omaggiare la figura di “Toni”, negli ultimi mesi al centro di mostre in Italia e all’estero e, soprattutto, futura protagonista del film “Volevo nascondermi”, prodotto dalla Palomar con la regia di Giorgio Diritti e che vedrà l’artista impersonato da Elio Germano.
Le motivazioni dell’allestimento del museo permanente sono state illustrate dal sindaco Renzo Bergamini. «L’obiettivo primario – ha spiegato – è quello di combattere la decadenza. Per farlo, riteniamo proseguire lungo il percorso di valorizzazione del territorio, per il quale Ligabue ha un valore enorme. Ringraziamo la Fondazione, i soci e i prestatori delle opere».
A seguire, anche gli interventi del presidente della Fondazione, Achille Brunazzi, e di Francesco e Sergio Negri, dell’omonima galleria guastallese, che hanno curato l’allestimento e illustrato l’evoluzione del cammino di Ligabue. Tra le opere esposte, tre in particolare hanno attirato l’attenzione dei visitatori, in quanto si tratta di tre inediti. La prima è un quadro dal titolo “Ligabue arrestato”, che risale alla metà degli anni Cinquanta: in questo quadro “Toni” si raffigura a bordo di un carro trainato da un cavallo e scortato dalle guardie che lo conducono fuori dalla Svizzera, il paese nel quale è cresciuto. Come già in altri quadri, anche in questo Ligabue mescola le caratteristiche della Bassa e della Svizzera, con molto verde in primo piano e i villaggi sullo sfondo, e dall’opera traspare la malinconia per un sogno infranto, quello del ritorno nella sua San Gallo. La seconda si intitola “Cortile con animali”, dipinta nel ‘37 quando era ricoverato al San Lazzaro. Caratterizzata da colori meno vividi dei suoi quadri più conosciuti, appare molto bucolica e meno “aggressiva” rispetto ad altre opere. Infine, la terza “chicca” è stata rappresentata dalla scultura bronzea “Animali in lotta”, che raffigura due bestie intente a prevalere una sull’altra. Illustrata con magistrale verve da Luca Torelli, mostra la grande capacità di Ligabue di cogliere anche i minimi dettagli anatomici degli animali. L’apertura del museo permanente – ha spiegato l’assessore alla Cultura Marcello Stecco – anticipa altri due importanti allestimenti che caratterizzeranno Palazzo Bentivoglio nei prossimi mesi, sempre organizzati dalla Fondazione.
Dal 22 aprile al 21 giugno, in contemporanea con Fotografia Europea, verrà presentata nel Salone dei Giganti una rassegna fotografica del meglio delle precedenti dodici edizioni del Festival che si svolge a Reggio Emilia, mentre da settembre a novembre – nel novantesimo anniversario della nascita di Umberto Tirelli, celebre costumista gualtierese che vestì le più importanti star del cinema – sarà allestita una mostra della Tirelli Costumi, suddivisa in due sezioni principali: una dedicata allo scenografo e costumista luzzarese Danilo Donati, e un’altra agli abiti indossati da Romolo Valli.
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