Gazzetta di Reggio

Al Rosebud tutti in fila per essere Toni

di Nicole Nasi
Al Rosebud tutti in fila per essere Toni

In centinaia a Reggio per il casting di “Volevo nascondermi”, il film di Giorgio Diritti su Antonio Ligabue

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REGGIO EMILIA. Negli ultimi tempi Reggio Emilia è stata il luogo prescelto da musicisti, artisti, writer e anche dal mondo del cinema. Dopo “Made in Italy” di Luciano Ligabue e prossimamente il film che racconterà la storia della nota casa automobilistica bolognese “Lamborghini”, la città sarà il set del pellicola di Giorgio Diritti “Volevo nascondermi”, progetto della Palomar, che ripercorrerà le tappe della vita del pittore Antonio Ligabue, che visse e morì a Guastalla.

I casting al cinema Rosebud

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Dopo il successo straordinario avuto a inizio mese con i casting per trovare uomini e donne adatte alle parti principali e di maggior rilievo, al cinema Rosebud di Reggio Emilia è toccato ai più piccoli. Si stanno infatti cercando bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni e adolescenti dai 15 ai 18 anni per ricoprire alcuni ruoli tra cui quello dell’artista nei suoi anni di gioventù. Non sono richieste esperienze lavorative e i provini sono aperti a tutti. Il compito di trovare i bambini e i ragazzi giusti per il film è stato affidato a Federico Tutti, responsabile Street-Casting ed esperto del settore, che spiega: «Farò alcuni scatti ai candidati e dopo averli messi a loro agio chiederò di recitare alcune battute e scene. Dato che non è richiesta l’esperienza è importante che non ci sia timore ma voglia di divertirsi».

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Fuori dalla sala si respirava tanta allegria, stupore, curiosità e tensione. C’è chi oramai è avvezzo a questo mondo, come la mamma di un piccolo attore che dice: «Non è la prima volta che fa un casting, la recitazione gli piace molto. Non essendo del posto, però, sappiamo poco del protagonista del film».

C’è chi è stato spronato a partecipare da parenti che fanno i registi o gli attori, e chi fin da piccino ha le idee chiare come racconta la mamma di Leo: «Mio figlio mi chiede spesso, quando guarda i film, perché quei bambini sono stati presi per recitare e perché sono così bravi. Credo che non ci sia modo migliore per lui di capirlo se non venendo oggi a fare questa esperienza. Chissà che non diventi una vera e propria passione».

Leo sembra non essere il solo amante del grande schermo, a dirlo è un papà questa volta: «Nonostante sia piccolo a mio figlio piace molto il mondo dello spettacolo e insieme siamo andati a visitare anche il museo dedicato a Ligabue. A questa età è bene prenderla come un gioco».

I ragazzi più grandi sono invece più consapevoli. «È una passione che coltivo da tempo. Questa volta sono più motivato dal momento che si tratta della storia di un reggiano» spiega Gabriele, così come altri suoi coetanei che hanno frequentato laboratori di teatro o intendono diventar un giorno attori.

E un ragazzo entusiasta rivela: «I miei nonni erano molto amici di Ligabue e oltre ad aver avuto i suoi quadri in giro per casa, ho ascoltato piacevoli racconti. Mi sento quindi molto legato al personaggio». La voglia di partecipare anche questa volta non manca e anche i piccoli cittadini reggiani sono fortemente motivati a conoscere e far conoscere il pittore nel migliore dei modi possibili oltre le mura della città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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