Gazzetta di Reggio

«Una battaglia rock tra Luciano Ligabue e Vasco Rossi»

di Nicole Nasi
«Una battaglia rock tra Luciano Ligabue e Vasco Rossi»

Il progetto era sembrato realizzabile, poi è sfumato: Claudio Trotta lo racconta nel suo libro “No pasta no show”

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REGGIO EMILIA. Dura oramai da anni la “battaglia” a distanza, a suon di note e concerti sold-out, tra l’artista di Zocca Vasco Rossi e quello di Correggio Luciano Ligabue.

In tanti hanno sperato e sperano di vedere una collaborazione dei due artisti sullo stesso palco, ma questo sembra proprio che non accadrà mai, anche se Claudio Trotta, patron della Barley Art e riconosciuto a livello internazionale come uno dei più importanti organizzatori di concerti al mondo, aveva immaginato di poterla realizzare.

Lo racconta in uno dei capitoli della sua biografia “No pasta no show” dal titolo, non casuale, “I sogni rimasti nel cassetto”, dove scrive: «Venne considerata, non ufficialmente ma seriamente, l’idea di un concertone con i rocker Ligabue e Vasco Rossi quali co-headliner e possibili protagonisti di una pacifica e sonora rock-battle».

A fronte di ciò, mettendo le mani avanti, Trotta però dichiara: «Sono sicuro che i loro management, se interpellati oggi, smentirebbero anche solo di aver preso in considerazione il progetto».

Il promoter, nonostante questo pensiero, aggiunge: «L’idea mi era venuta pensando alle swing band americane, quando Benny Goodman e Glenn Miller decisero di cimentarsi in “The battle of the swing band” che, nel 1939, alla Carnegie Hall di New York, vide le due formazioni affrontarsi suonando alternativamente. Sicuramente, uno dei momenti più iconici della lunga e affascinante storia del jazz internazionale».

L’idea c’è, il modello pure e gli artisti non possono certo deludere le aspettative, ma Trotta non aveva pensato a una cosa fondamentale, ovvero la location come lui stesso dichiara: «Non avevo pensato come location al Campovolo di Reggio Emilia e nemmeno al parco Ferrari di Modena (i set dei concerti più coinvolgenti e da record dei due musicisti emiliani). No – rivela Trotta – la mia idea era il Centro Agricolo Alimentare di Bologna, uno spazio immenso a cui avevo già dedicato un pensiero prima che Claudio Maioli, manager di Ligabue, optasse per l’emozionante Campovolo reggiano, sede del primo immenso concerto di Luciano, che organizzai e produssi grazie anche all’aiuto di “Friends and Partners nel settembre del 2005, battendo l’allora record europeo di presenze per un singolo artista in un solo giorno: 165.264 spettatori paganti».

Secondo Claudio Trotta il progetto sarebbe stato realizzabile e avrebbe coinvolto milioni di persone, entrando nella storia della musica.

«Immaginatevi di posizionare due palchi alle estremità di una distesa enorme, dove far andare in scena una bella e sana sfida rock. Due mondi, due schiere molto consistenti e motivate di fans, spesso in polemica, come testimoniano gli attacchi sui social, quasi ad emulare le tifoserie di calcio ad esempio dell’Inter e del Milan – afferma il promoter –. Ricordo che ci fu un breve momento durante il quale il progetto, oggettivamente di complicata realizzazione alla luce della presunta o vera competizione fra i due protagonisti musicali, venne considerato e poi, purtroppo, accantonato. Ve lo riuscite ad immaginare? Io sì e sono convinto che sarebbe stato bellissimo – conclude – magari sarebbe finito nella storia della musica rock italiana, proprio come era stato “The battle of the swing band” per quella internazionale».

Claudio Trotta è noto per i suoi progetti fuori dalle righe e probabilmente non sarebbe divenuto così famoso se così non fosse stato. Esattamente un anno fa dichiarava infatti di voler portare Bruce Springsteen a Reggio Emilia per inaugurare la famosa “Arena Eventi Campovolo”.

Le idee non mancano e neppure il rock: riuscirà Trotta, un giorno, a far uscire quei sogni «rimasti nel cassetto»?

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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