In Appennino la Pasqua fa rima con Scusìn
In montagna è tempo del gioco della uova, ma occhio ai "trucchetti" del passato
CASTELNOVO MONTI. C’è tutto un mondo intorno allo Scusìn, il tradizionale gioco delle uova sode che ogni anno rende speciali la Pasqua in Appennino. Un mondo fatto di tradizioni, storie, ma anche trucchi e sotterfugi per vincere qualche uovo in più.
Ecco come si gioca allo scusin
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Cose che ormai ricordano solo i giocatori più “esperti”, ma che affondano le radici in un tempo in cui portare a casa qualche uovo in più significava avere una scorta di cibo, tanto più che le uova sode venivano riposte sotto la cenere e conservate per settimane. Il gioco dello Scusìn si pratica da sempre nelle case e nelle piazze dei piccoli paesi, ma nel ‘900 era stato relegato a una dimensione “domestica”.
Era stata Anna Corbelli, compianta titolare di uno storico bar nel centro storico di Castelnovo Monti, a recuperarlo come fenomeno di animazione del paese e promozione del territorio. Oggi l’associazione che lo ripropone annualmente “Quelli di Scusìn tornano”, vede protagoniste anche le sue figlie.
Castelnovo Monti "vestito a festa" per lo scusin
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Era stata proprio Anna a raccontare in diverse occasioni quegli aneddoti che illuminavano l’universo “oscuro” dietro lo scusìn: «Mi è capitato spesso di dover dirimere anche dei litigi accesi – raccontava – perché con un uovo colorato in mano si torna bambini. Negli anni mi è anche capitato di individuare dei “bari” che per vincere truccavano l’uovo: c’era chi usava uova di legno, lisciate e dipinte con una tale accuratezza da sembrare vere. E poi c’erano i peglòtt e i dindiòt. I peglòtt erano uova forate nella testa e nel sedere per svuotarle: il guscio veniva poi riempito di pece, che rendeva l’uovo bello secco, imitando benissimo nel peso quello naturale e quindi difficile da distinguere. I dindiòt invece erano uova di faraona che, una volta cotte, diventavano tanto secche che spaccavano tutte le altre».
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C’era anche qualche vecchio giocatore che dava alle galline ghiaino dei Gessi triassici mischiato al becchime, per fare uova più resistenti. Ma ci sono anche trucchi leciti: le uova di pollastrella ad esempio sono più dure di quelle delle galline vecchie, meno calcificate. Ora il gioco viene riproposto sotto l’attenta supervisione degli Alpini della sezione Ana di Castelnovo: i brogli sono scomparsi, ma la voglia di divertirsi rimane immutata.
A Castelnovo lo Scusìn sarà a Pasqua e Pasquetta tutto il giorno, accompagnato da gastronomia, solidarietà e artisti di strada itineranti. Lunedì ci saranno anche negozi aperti e il mercato settimanale.
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