Gazzetta di Reggio

Mastronardi e l’Epica della memoria

Mastronardi e l’Epica della memoria

L’esposizione sarà inaugurata domani al Palazzo Ducale di Castelnovo Monti

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CASTELNOVO MONTI. S’intitola “L’epica della memoria” ed è la mostra di Carlo Mastronardi che sarà inaugurata domani alle 17 nelle sale espositive di Palazzo Ducale, in via Roma a Castelnovo Monti. Il vernissage dell’artista rubierese di adozione, che espone per la prima volta a Castelnovo, vedrà l’intervento del curatore Sandro Parmiggiani.

Carlo Mastronardi nasce nel 1940 a Prepotto in provincia di Udine. All’età di 10 anni si trasferisce a Rubiera assieme alla famiglia dove tuttora vive. Studia al liceo artistico di Roma e si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Bologna. La sua è una ricerca artistica fortemente autonoma, che riaggiorna i modelli dell’informale italiano ed europeo: una rivisitazione che riguarda soprattutto la gestualità e la materia, senza tuttavia recidere completamente i ponti con una residua riconoscibilità della forma e della figura. Figura che molto spesso fa riferimento al paesaggio e alla civiltà contadina emiliana.

Ha alle spalle diverse esposizioni anche all’estero, con particolare riscontro nei Paesi del centro Europa. In passato ha anche avuto modo di esporre insieme all’artista castelnovese Corrado Tagliati.

«Siamo molto onorati di ospitare le opere di Carlo Mastronardi – spiega l’assessore alla cultura Emanuele Ferrari – si tratta di un percorso davvero intenso e profondo: parte dalle memorie della sua infanzia in Friuli, nel cuore di quello che è un tratto fondamentale della nostra cultura, la civiltà contadina e i suoi ritmi, i suoi riti, il legame ancestrale che si crea tra il tempo dell’uomo e quello della natura. Da qui nasce un sentire speciale e quasi una capacità di udire quello che il tempo lascia sopravvivere e rivela di un passato che torna a risuonare nel presente, questa epica della memoria, come l’ha mirabilmente definita il curatore della mostra Sandro Parmiggiani, è una riflessione potente anche sul nostro tempo, sul nostro paesaggio che non è soltanto quello esteriore».

Dopo l'inaugurazione di domani, la mostra sarà visitabile ogni venerdì, sabato, domenica e festivi dalle ore 15.30 alle ore 18.30.



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