Spunta un inedito di Toni l’unico dipinto al San Lazzaro
Di proprietà di Giuseppe Amadei, ora è in mostra a Palazzo Bentivoglio «È una delle sue pochissime tecniche miste, risale al primo periodo»
GUALTIERI. Tra le opere inedite di Antonio Ligabue esposte nel museo permanente di Palazzo Bentivoglio a Gualtieri, c’è un quadro la cui storia merita di essere raccontata per la tecnica utilizzata dal pittore e per le vicende che lo accompagnano. Si tratta di “Cortile con animali”, un dipinto che risale al 1937, quando Ligabue era ricoverato al manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia.
Per scoprire gli aneddoti legati a quest’opera abbiamo consultato i massimi esperti delle opere di “Toni”: Sergio e Francesco Negri dell’omonima galleria di Guastalla, all’interno della quale lo stesso Ligabue aveva dipinto per qualche tempo negli anni Sessanta, nel retrobottega, adattato a studio, che lo stesso Sergio Negri gli aveva messo a disposizione. «Il quadro risale al primo periodo – spiega Francesco Negri – un periodo di incertezza nel quale Ligabue non aveva ancora piena padronanza delle tecniche e della materia. Una delle caratteristiche pregnanti dell’opera è il fatto che sia stata realizzata con tecnica mista, ossia tramite l’utilizzo di pastelli, cera e china. Una scelta dettata anche dalla contingenza, in quanto in manicomio non aveva a disposizione gli oli e doveva arrangiarsi come poteva».
Caratterizzata da colori meno vividi dei suoi quadri più conosciuti, l’opera ha caratteristiche bucoliche. «C’è meno forza cromatica – aggiunge Sergio Negri – rispetto ad altri quadri degli altri periodi. È infatti in anni successivi che Ligabue fa “esplodere” i colori, mentre nel terzo periodo emerge la sua natura espressionista: gli animali e gli autoritratti raffigurano il dolore che si portava dentro». Negri ha acquisito sul campo il titolo di autenticatore delle opere di Ligabue, e dopo il catalogo uscito nel 2002, contenente 700 opere, ne uscirà presto una nuova edizione, con circa 900 catalogate. L’allestimento del museo permanente – composto da una quarantina di opere rappresentative dell’intero ciclo pittorico dell’artista e delle diverse tecniche da lui utilizzate, con 28 oli, tre disegni, due incisioni e quattro sculture – è stato curato dal figlio di Sergio, Francesco, che da anni porta avanti l’attività della galleria.
Un ricordo di “Cortile con animali” è fornito anche dall’onorevole guastallese Giuseppe Amadei, grande esperto d’arte e appassionato di Ligabue. «Penso sia un importante documento storico – spiega Amadei, nel suo appartamento contornato di opere di ogni tipo – perché realizzato da Ligabue in una parentesi non semplice della sua vita, quando si trovava ricoverato in manicomio, e anche perché è una delle sue pochissime tecniche miste. L’ho comprato circa un anno fa, quando da me si presentò una persona che l’aveva conservato in un sacco malmesso. Me ne innamorai subito». Nella Sala di Giove a Palazzo Bentivoglio – sede del museo che sarà visitabile anche oggi e domani dalle 10 alle 19 – sono esposti altri due inediti di Antonio Ligabue: “Ligabue arrestato”, che risale alla metà degli anni Cinquanta e da cui emerge tutta l’amarezza e la nostalgia di Toni per la sua terra natale, la Svizzera, dove tentò di rientrare ma da cui venne subito espulso; e la scultura bronzea “Animali in lotta”, che raffigura due bestie intente a prevalere una sull’altra ed è l’ennesima dimostrazione della dettagliata conoscenza dell’anatomia animale da parte di Ligabue, che non era un erudito ma un grande osservatore.
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