Gazzetta di Reggio

Avvocato, suora, “Gioconda” Le tante vite di Hernandez

di Giulia Bassi
Avvocato, suora, “Gioconda” Le tante vite di Hernandez

Il soprano interpreterà il dramma venerdì e domenica al Municipale «A differenza di Wally lei è piena di passione e cambia nel corso dell’opera»

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REGGIO EMILIA. Bella e brava Saioa Hernandez, l’anno scorso in Wally come quest’anno in Gioconda.

Titolo molto atteso – in quanto dal palco del teatro Valli manca da 65 anni – va in scena venerdì 6 e domenica 8 aprile, ore 20 e ore 15.30 in una produzione che ha debuttato con successo al Municipale di Piacenza. Punto di forza, un cast vocale di tutto rispetto, comprendente, oltre al soprano spagnolo, anche il tenore Francesco Meli, il mezzosoprano Anna Maria Chiuri e il direttore Daniele Callegari, profondo conoscitore di questo dramma a tinte fosche, molto amato dai melomani.

In ogni caso questa Gioconda ci dà l’opportunità di ascoltare ancora una volta uno dei soprani emergenti dell’attuale panorama lirico, un’artista di importante caratura, ma anche un’autentica antidiva. Il suo sorriso e la sua disponibilità hanno conquistato l’altra sera i presenti al Circolo Lirico Verdi dove la Hernandez era ospite per parlare appunto dell’opera: «A differenza di Wally o Norma che cantano sempre, in Gioconda è pesante l’ultimo atto, la cosiddetta scena del suicidio. La sua tessitura vocale, tipica del registro “drammatico di agilità” va bene per la mia voce, anzi francamente è un ruolo che ho sentito subito mio fin dal primo studio. Poi a differenza di Wally questo è un personaggio pieno di passione che si sviluppa, cambia durante il corso dell’opera. Mi piacciono molto i personaggi che mutano le caratteristiche sono più veri. In ogni caso complice anche certe incongruenze del libretto, ho iniziato a capirla quando l’abbiamo eseguita da capo a fondo e cioè alla generale. Complice un lavoro di approfondimento capillare fatto con il direttore Daniele Callegari. Mi piacciono ruoli come questi, anche i cosiddetti veristi e il primo Verdi. Sento che potrei portare qualcosa di nuovo: a ruoli come Aroldo, Oberto, oppure alla Straniera di Bellini». Mentre il suo cane Giulietta le scodinzola intorno, la Hernandez parla a ruota libera, mentre i suoi ricordi arrivano agli anni di scuola, a quando ha scoperto la sua passione per il canto. A questo proposito ci racconta, sempre sorridendo, una storia decisamente singolare quanto appassionante: «Ho vissuto agli inizi delle vicende un po’ contorte. Forse degne di un melodramma. La passione per il canto mi è venuta mentre facevo parte del coro universitario, quando studiavo legge. Ho scelto questa facoltà per fare il poliziotto nell’esercito a Madrid. Ma prima di questo ero entrata in convento per prendere i voti. Quando ho capito di voler cantare ho smesso legge e mi sono iscritta per diventare maestra, continuando ad approfondire la musica». Dopo un’esperienza negativa al Conservatorio e soprattutto privatamente con un insegnante che sia a lei che al marito, il tenore Francesco Pio Galasso, ha quasi rovinato la voce, è stato fondamentale l’incontro con il celebre soprano Monserrat Caballè – con la quale ha preparato il ruolo di Norma e Il Pirata – e anche con Renata Scotto. «Adesso studio con mio marito, seguendo la tecnica che ha elaborato da solo basandosi sui vari trattati. Quest’anno infatti ho debuttato in ben 8 ruoli: Trovatore, Wally, Pagliacci, Tabarro, Un ballo in maschera, Aida, Francesca da Rimini e Gioconda».

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