Gazzetta di Reggio

Maschere “di verità” alla Radium Artis

Maschere “di verità” alla Radium Artis

Nella mostra “E tu chi sei?” sculture e quadri del rubierese Luciano Ricchi

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SAN MARTINO IN RIO. Maschere africane che si levano dalla terra allungandosi verso il cielo. Ma il movimento è assente, o meglio è un’idea: la loro è una ferma determinazione, la consapevolezza che il senso trascende le cose materiali e si manifesta altrove. Nell’arte, ad esempio.

Lo sa bene Luciano Ricchi (scultore e pittore nato a Fiorano Modenese nel 1949 ma da sempre residente a Rubiera) che di questo ha fatto la sua vita. «Nell’arte c’è tutto. Ma non si può dipingere o scolpire solo ciò che è carino e piacevole esteticamente, ogni artista dipinge o scolpisce ciò che realmente è. L’importante non è fare qualcosa di bello, ma trasmettere qualcosa». Colpiscono, infatti, le sue sculture: uomini e donne allungati – maschere africane al posto del viso – incatenati, esausti, a volte feriti. «Nelle sculture femminili c’è un rimando alla pratica, terribile, dell’infibulazione: bambine che diventano vecchie perché vengono private della “parte della vita”. Ma anche allo sfruttamento e alla condizione di inferiorità in cui in molti luoghi sono costrette a vivere».

Ma la fermezza di queste figure spinge a chiedersi se ci sia altro. «Così è – assicura Ricchi –. Quando ho “incontrato” le maschere africane ero giovane, subito ne sono rimasto scandalizzato, ma col tempo ho capito: non bisogna per forza disegnare bene, rappresentare perfettamente le parti anatomiche (anche perché il disegno perfetto non esiste, di perfetto c’è solo Dio), ma emozionare, colpire. Le maschere africane portano in sè qualcosa di vero, genuino, che ha che fare con la cultura africana e soprattutto con la spiritualità. Ecco perché le ho scelte».

Ricchi – che definisce la sua arte “Informale polimaterico”, ha fatto parte della corrente del Transmanierismo Due teorizzata da Gorgio Celli e ha partecipato a mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero – attualmente è in mostra alla Galleria Radium Artis di San Martino in Rio (Info: 0522-695132). Fino al 30 aprile sarà possibile ammirare decine di sculture, cinque quadri di grandi dimensioni e altri più piccoli («Che ho usato o userò per fare opere più grandi, perché non riesco proprio a stare fermo», ride).

L’esposizione, dal titolo “E tu chi sei?”, è un invito a staccarsi – almeno per un po’ – da tutto ciò che è materiale e immergersi in un altrove fatto di maschere, uomini, donne, animali che si raccontano senza orpelli, in modo vero e profondo. «Si raccontano – commenta Ricchi – a chi va oltre la superficie. Ecco spiegato il titolo della mostra: chi guarda le opere deve analizzare anche se stesso». E non è certo la sua prima “provocazione”: Luciano Ricchi è l’autore della prima Via Crucis informale al mondo. «L’ho realizzata per la chiesa di San Rocco a Ponte Dell’Olio (Piacenza). Avevo paura che i fedeli non l’accettassero, invece hanno capito».

Martina Riccò

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