Gazzetta di Reggio

RETTITUDINE, PASSIONE E COERENZA

di don DANIELE SIMONAZZI

Questo l’affettuoso ricordo scritto dieci anni fa da Don Daniele Simonazzi di don DANIELE SIMONAZZILa nostra amicizia e quindi l’amicizia con la nostra comunità risale a molti anni fa. È stato il suo...

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Questo l’affettuoso ricordo scritto dieci anni fa da Don Daniele Simonazzi

di don DANIELE SIMONAZZI

La nostra amicizia e quindi l’amicizia con la nostra comunità risale a molti anni fa. È stato il suo legame con don Alberto Altana, risalente agli anni ’30, che ci ha permesso di conoscerci e di fare un pezzo di strada insieme. Di lui e in lui il Signore ci ha rivelato di cosa è capace in coloro che umilmente (come ha fatto Guido) si mettono in ascolto della sua Parola. Innanzitutto la rettitudine che ha accompagnato la sua vita. È stata, però, vissuta, non solo nell’ambito più pubblico del suo lavoro o della sua passione per la musica, ma in questi contesti, così decisivi, ha testimoniato con coerenza ciò che era. Ricordo come si preparava alla Eucaristia domenicale e, come, durante la Messa, prendeva la parola, spesso commentandola pubblicamente. Il suo vivere l’Eucarestia in questo modo lo ha portato a sentire vivo il senso del servizio anche nelle cose più piccole, facendosi piccolo coi piccoli e ricordandosi di loro e dei loro bisogni, anche i più elementari. La grandezza di una persona come Guido, la si coglie nel suo farsi piccolo tra i piccoli. Non poteva essere così anche nel congedarsi dei suoi figli Alberto e Anna che sono morti a causa di una malattia che lui ha vissuto e accompagnato fino all’ultimo. Ricordo la sua grande dignità e fede al funerale della figlia Anna, a Milano. E poi la profonda conoscenza che aveva della musica e tutto quello che ha fatto per essa. Se di questo si è detto e conosciuto, vorrei sottolineare, però, che non meno è stata la sua passione perché tutti avessero accesso ad essa e la comprendessero. Si è detto di occasioni pubbliche ma anche di incontri a casa sua, tra amici, messi tutti sullo stesso piano, indipendentemente dalla condizione sociale.

E soprattutto la sua sposa, la Paola. Ho avuto in dono di presiedere all’Eucarestia delle loro nozze. Il loro vivere da sposi in una complementarietà sempre discreta, dolce, delicata, mai scontata, riflesso della nuzialità del Signore, ci conferma che la grandezza delle persone non è solo e tanto frutto personale, di ognuno, quanto ciò che esse si lasciano rendere da coloro che le amano.



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