Ida e Augusta, la loro storia è rock
Max Collini ha messo in musica la narrazione di Arturo Bertoldi
CASTELNOVO MONTI. La messa in musica della storia di Ida e Augusta scritta per “Gli occhi di” da Arturo Bertoldi è uno degli ultimi anelli della solidissima catena che unisce la musica rock reggiana (e dintorni) al periodo della seconda guerra mondiale. La prima assoluta è arrivata il 25 aprile 2015 a Correggio sul palco del ventennale di Materiale Resistente, il progetto dedicato alla Resistenza creato nel cinquantennale della Liberazione. Sul palco correggese Max Collini interpretò il brano in una vigorosa versione rock in compagnia dei Giardini di Mirò di Jukka Reverberi, l’altra metà di Spartiti. Nel 2017 Spartiti fa uscire un “disco breve”, un ep chiamato “Servizio d’ordine” in cui si trova anche il brano “Ida ed Augusta”; un arrangiamento minimale, voce e scarna base elettronica, lontano dalle fiamme del live coi Giardini di Mirò.
Di storie di Resistenza, la musica delle nostre zone ha sempre parlato, basti pensare ai Nomadi e alla bellissima “Joe Mitraglia”, vicenda di odi e rappresaglie che superano la guerra. Il grande salto arriva però all’inizio degli ’90 e avrà l’apice con il citato Materiale Resistente. Negli anni in cui la Prima Repubblica si sgretola, tante band di rock alternativo del periodo iniziano ad usare l’italiano per i loro brani e mettere tanta politica nei loro testi, riscoprendo i brani del passato e, spesso, il dialetto. Lo fanno i 99 Posse e i piemontesi Mau Mau, ma soprattutto lo fanno i Modena City Ramblers, che nel 1994 con “Riportando tutto a casa” incidono un’efficacissima Bella Ciao tutt’ora trasmessa e ballata.
Nel 1995, per il mezzo secolo dalla fine della guerra, tira le fila Materiale Resistente. L’idea è tutta reggiana, Fabrizio Tavernelli degli AFA insieme agli ex CCCP Ferretti e Zamboni, all’epoca all’apice dell’avventura CSI. Il 25 aprile 1995, in una giornata di pioggia violentissima, arriva un grande concerto con Csi, Marlene Kuntz, AFA, Modena City, Gang, Skiantos, Ustmamò, Yo-Yo Mundi e tanti altri. Ospite d’onore sul palco il comandante Diavolo, Germano Nicolini. Il ricordo è poi affidato a un disco, a un bel volume fotografico e al documentario firmato Guido Chiesa e Davide Ferrario. Altri tempi. (adr.ar.)
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