Gazzetta di Reggio

OMAGGIO ALLE TEDESCHE

di ADRIANO ARATI
OMAGGIO ALLE TEDESCHE

INIZIATIVA PER LE DUE DONNE CHE SALVARONO GOMBIO DAI NAZISTI

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«È così che ti hanno insegnato l’educazione?». Pronunciate in un tedesco perfetto, condito dal tono severo della nonna arrabbiata, sono parole che possono lasciare basiti un ventenne, anche un ventenne che indossa la divisa della Wermacht, il modernissimo e potentissimo esercito tedesco. E sono parole che probabilmente hanno salvato la vita a decine di persone nella montagna reggiana: a pronunciarle una migrante tedesca finita per amore a vivere in un borgo appenninico.

Domani a Gombio di Castelnovo Monti, una frazione immersa nella bellissima quanto sperduta valle del Tassobbio, è in programma una lunga giornata di eventi dedicata ad una delle storie più belle e peculiari fra le tantissime vissute negli anni della guerra e dell’occupazione nazista del Nord Italia. È la storia di Ida Roser e Augusta Ludescher, “le tedesche di Gombio”. Nei primi del ‘900 avevano conosciuto due migranti italiani partiti da Gombio in cerca di lavoro, Narciso Piazza e Narciso Scarenzi. L’amore, il matrimonio, i figli e poi il ritorno nella poverissima montagna reggiana, poco prima del 1915.

Gombio era la loro casa da decenni e lo era anche nei giorni della Pasqua del 1944. Per fortuna di tutti gli altri residenti. Il 3 aprile del 1944, poche settimane dopo i massacri di Monchio e Cervarolo, le truppe naziste organizzano un’altra violentissima operazione di rastrellamento in Appennino. L’incubo è sempre quello: case bruciate, saccheggi, fucilazioni. Una strana combinazione di coraggio e destino ha voluto altrimenti. Un gruppo di soldati, dopo aver incendiato la vicina Casa Ferrari e aver ucciso diversi abitanti, arriva a Gombio. Un ventenne entra in una casa, trova delle uova, del cibo e si mette a mangiare avidamente. A quel punto, la voce brusca che in tedesco perfetto gli chiede: «È così che ti hanno insegnato l’educazione?». A fare la domanda era Augusta, all’epoca 62enne. Il militare, poco più che ventenne, è gelato. La ramanzina potrebbe arrivare da sua nonna. Augusta non si ferma, chiama l’amica Ida, i soldati capiscono di avere di fronte due connazionali, convocano il loro comandante. È una lunga trattativa, durata oltre un’ora, tutta in tedesco, mentre gli altri abitanti di Gombio, spaventati e stupiti, attendono spaesati. Il fato aiuta, sotto forma di coincidenza al limite del surreale: il comandante viene come Augusta dalla zona di Mannheim, la zia della donna era la sua libraia di fiducia. La sfiducia si sgretola, vengono chiamate altre donne a testimoniare, a garantire che in zona non ci sono partigiani. Il comandante è convinto, i soldati proseguono, Gombio è salva. Ida e Augusta rimangono tranquille a Gombio, dove moriranno negli anni ’50 e dove sono tutt’ora sepolte. La storia del loro coraggio, assoluto ed enorme, rimane sottotraccia sino agli anni ’70, quando gli abitanti decidono di realizzare un monumento che ricorda quel gesto pericolosissimo di amore per le proprie famiglie, i propri amici e il loro paese. Nel nuovo millennio, un poco di meritata fama, grazie ad alcuni progetti di Istoreco.

Un articolo su “Ricerche Storiche”, la storia rinarrata in prima persona da Arturo Bertoldi per il libro “Gli occhi di”, al centro di un’installazione fra il 2010 e il 2012 a Reggio.

Il testo di Bertoldi viene ripreso da Max Collini per il suo progetto Spartiti, i due si trovano anche a declamarlo proprio a Gombio, davanti ai nipoti di Ida e Augusta, durante i Sentieri Partigiani 2015, 71 anni dopo quella ramanzina.

Domani, un nuovo omaggio lungo un giorno. Si parte alle 9 al circolo Arci di Gombio in via Mulino Zannoni 6 per una camminata che porterà al monte della Battuta a Predolo, ai cippi dei caduti uccisi dai nazisti, per poi tornare al circolo per l’ora di pranzo.

In caso di maltempo, il ritrovo è direttamente alle 10.30 a Predolo. Si torna a Gombio a mezzogiorno, per andare al borgo della Colombaia e ricordare Ida ed Augusta.

Alle 13, di nuovo al circolo, si mangia in compagnia: il costo è di 20 euro, il menù fisso prevede aperitivo, antipasto misto, due primi, secondo con contorni, bevande, torte casalinghe, caffè.

Nel pomeriggio la festa prosegue in musica con il coro “Le voci di mezzo” di Milano e band dei Cover Affairs. Per prenotarsi, Lorella 320 – 315 01 55 e Mirco 339 – 542 83 75.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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