Gianni Guion sogna “Tu si que vales”
I provini sono andati bene: «Finalmente, a 75 anni, potrei esibirmi in televisione»
REGGIO EMILIA. La soddisfazione di suonare in tv a 75 anni. Se la vuole togliere Gianni Guion, conosciuto batterista e cantante reggiano, “one man band” in grado di tenere il palco da solo con i suoi mille strumenti. Originario di Bagnolo, oggi residente a Casina, ha trascorso gran parte della sua vita lavorando come musicista e collaborando, soprattutto fra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60, con stelle come Gianni Morandi, Mina, Adriano Celentano oltre a suonare in orchestre prestigiosissime. Adesso continua ad esibirsi dal vivo e pochi giorni fa a Mestre ha sostenuto le audizioni per la prossima stagione di “Tu si que vales”, il talent show televisivo in onda su Canale 5 dal 2014, condotto da Belen Rodriguez. Un programma che vede in ogni edizione sfidarsi decine di artisti di ogni genere, in gironi eliminatori che man mano si assottigliano sino alle fasi finali. Ora è il momento degli ultimi provini, a cui ha preso parte anche Guion, soddisfatto dell’esito e fiducioso di essere chiamato.
Come è andata a Mestre?
«Bene, eravamo una sessantina di artisti, per tutto il giorno ci siamo alternati nelle esibizioni e nei colloqui; sembra che io sia stato apprezzato».
È dentro al programma quindi?
«Di ufficiale ancora non c’è nulla, ma gli organizzatori mi hanno detto che pensavano di inserirmi. Non sapevano ancora se nel primo girone o nel secondo, perché ci sono due tornate successive, ma sembravano davvero ben disposti».
Come funziona un provino del genere?
«C’è un colloquio, girano dei video, fanno compilare un lungo questionario e poi ti fanno esibire. Io avevo preparato quattro brani».
Li ha potuti suonare tutti?
«No, mi hanno chiesto di suonare quello su cui avrei puntato di più. È un brano in inglese su cui mi sono improvvisato anche come paroliere, scrivendo una poesia conclusiva».
Lei ha una lunga carriera alle spalle. Perché questo tentativo oggi?
«Perché tanti amici mi vogliono vedere suonare in televisione, mi chiedono sempre perché non l’ho fatto prima».
Non ci aveva mai pensato?
«Non mi era mai capitato di arrivarci, anche se nella mia carriera ho suonato con Gianni Morandi, Mina, Celentano e con orchestre di altissimo livello come quelle di Bruno Aragosti, Gastone Parigi e Guido Pistocchi».
Lo ha detto agli organizzatori?
«Sì, mi hanno chiesto come reagirei se non venissi preso, gli ho risposto che li avrei denunciati e si sono messi a ridere».
Giriamo la domanda. E se invece vince? Cosa se ne farebbe del premio?
«Se vinco dei soldi faccio un regalo a chi mi ha apprezzato, e vado a suonare gratis nei luoghi dove mi hanno già chiamato a suonare negli anni».
E un’eventuale vittoria a chi la dedicherebbe?
«A papa Francesco, l’ho detto anche al provino. Oggi è l’unico che sa consigliare bene le persone, che sa stare davvero al mondo nel modo giusto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
