Tre giovani musicisti reggiani “alla corte” del direttore Muti
Reggio Emilia: Elia Torreggiani, Alice Sodi e Valentina Benfenati in finale per entrare nell’Orchestra Giovanile Cherubini
REGGIO EMILIA. Tra i più ricercati docenti di violino, Alessandro Ferrari – figlio di Astorre, a sua volta docente storico del Peri – ha cominciato ad insegnare 35 anni fa, vincendo il concorso nazionale quando aveva 19 anni. «Non ero ancora diplomato; ricordo quegli anni anche con un po’ di imbarazzo, avendo allievi più giovani di me».
Alessandro, che attualmente svolge anche attività in orchestre e in ensemble strumentali importanti, da quando è in cattedra ha formato moltissimi strumentisti che lavorano in compagini prestigiose. Uno degli ultimi che ha fatto faville è Davide Gaspari, mentre recentemente ben tre suoi ragazzi hanno guadagnato la finale per entrare nell’Orchestra Giovanile Cherubini di Riccardo Muti: due, Elia Torreggiani e Valentina Benfenati, per “spalla”, mentre Alice Sodi per violino di fila. Un risultato importante – ancor prima dell’ultima prova in programma in giugno alla presenza di Muti stesso – che premia un insegnamento solido e di qualità, rivolto anche a formare questa “razza” particolare di musicisti, i primi violini.
«Il ruolo di spalla è molto delicato – spiega Ferrari – nell’immaginario lo si attribuisce ai violinisti migliori, invece la “spalla” deve essere una figura con competenze più vaste, un personaggio carismatico capace di instaurare un rapporto privilegiato con il direttore, il quale a sua volta si appoggia a lui come tramite per l’orchestra. La “spalla” non deve solo saper suonare, ma capire che cosa serve in un determinato momento, dire quando ci sono le cose che non vanno, dare alla fila e, non solo, consigli strumentali... Penso che la sua figura assomigli molto a quella dell’insegnante, ma non quelli che comunicano i difetti come se fossero la lista della spesa».
Per quanto riguarda i tre possibili aspiranti alla Cherubini, Elia Torreggiani è allievo di Ferrari da sei anni: «È un talento a cui mancava una guida, ma le basi di una personalità musicale di pregio c’erano tutte; in questi anni ha già vinto audizioni al Comunale di Bologna, alla Filarmonica Marchigiana, alla Mahlerjugend e in un’orchestra svizzera».
Valentina Benfenati, figlia della “spalla” del Comunale, sta frequentando il Biennio con Ferrari: «È un talento straordinario per il suono unico che possiede... le mancava una “struttura” più solida per poter essere vincente». Alice Sodi viene da Siena, «studia come me da tre anni dimostrando una volontà di ferro che le ha permesso di consolidare la sua tecnica».
Ferrari ci racconta la gioia provata da questi ragazzi a seguito del risultato: «Un sentimento che ti ripaga di tanti sacrifici, anche perché si parla dell’orchestra giovanile italiana più importante e di lavorare con Muti, un direttore di caratura mondiale». (g.b.)
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