Gazzetta di Reggio

Pomeriggio speciale 

Bimbi in prima fila per le lezioni concerto e il tour tra le classi

di Miriam Figliuolo

REGGIO EMILIA . L’entusiasmo era quello di chi apre, finalmente, uno scrigno segreto. E non solo da parte dei più piccoli. Perché “La musica ti fa grande” è vero, ma riesce anche a farti tornare...

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REGGIO EMILIA . L’entusiasmo era quello di chi apre, finalmente, uno scrigno segreto. E non solo da parte dei più piccoli. Perché “La musica ti fa grande” è vero, ma riesce anche a farti tornare bambino. Così il pubblico di adulti, non solo accompagnatori dei più piccoli, non ci ha messo molto a rompere gli indugi e a cantare insieme ai bimbi, veri ospiti d’onore all’Open day dell’istituto musicale “Achille Peri”, che si è svolta domenica pomeriggio. È riuscita a fare anche questo Gabrielangela Spaggiari, la direttrice d’orchestra che ha condotto, per l’occasione, due coinvolgenti lezioni-concerto dal titolo “L’Orchestra si presenta”, accattivante preambolo per i più piccoli al successivo tour tra le classi. Cinque i ciceroni, giovani musicisti di talento, che hanno accompagnato, in contemporanea, a piccoli gruppi tra le sale delle diverse sezioni strumentali, comitive piene di piccoli curiosi e “assetati” della magia della musica. Bizet, Brahms, Wagner, gli autori eseguiti dai giovanissimi e talentuosi musicisti dell’orchestra: con un tema musicale eseguito prima separatamente dai vari tipi di strumento poi tutti insieme; «Succede come quando si parla in un gruppo – ha spiegato all’inizio, con efficacia e semplicità Spaggiari – Se si dice la stessa parola allora la si capisce; ma se ciascuno comincia a dire cose diverse dagli altri finirà per essere tutto incomprensibile». Scomposto e ricomposto il tema musicale è stato accompagnato poi, prima dai suoni del corpo, la “body percussion”, che i bambini sono stati invitati a eseguire con l’orchestra, poi dalle voci dei presenti, abilmente guidate dalla direttrice d’orchestra. Il gioco è diventato sempre più coinvolgente con l’ascolto a occhi chiusi: ed è stato poi tutto un’alzata di mano per poter dire per primi quale strumento dell’orchestra avesse appena suonato.

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