Una grande festa al Peri nel nome della musica
Il direttore Marco Fiorini entusiasta della giornata aperta alla città «Siamo stati investiti da quella carica di energia che i ragazzi sprigionano»
REGGIO EMILIA. Non c’è niente di meglio che essere investiti da quella carica energetica che sprigionano i ragazzi quando si cimentano in qualcosa che amano fare. Così ci dice il direttore dell’Istituto Musicale Peri, Marco Fiorini, commentando i concerti che le orchestre hanno tenuto domenica: di mattino al Comunale di Bologna, coordinata da Marco Boni, e al pomeriggio le performance dei più giovani diretti da Gabrielangela Spaggiari in occasione dell’apertura della scuola alla città, per un progetto piuttosto articolato messo a punto da Maria Luisa Azzolini.
«Non pensavo – ci dice il direttore Fiorini – ma si respirava un’aria di festa: aver fatto coincidere l’open day con il concerto dello “Scrigno dei suoni” è stata un’idea vincente, in quanto davvero tutti ci siamo sentiti coinvolti. La manifestazione è stata pensata per far conoscere la nostra realtà alla città, rivolgendosi in particolare ai potenziali piccoli utenti, con riferimento a certi strumenti che molti non conoscono come il corno, il fagotto o l’oboe, diversamente dal pianoforte, dalla chitarra, al limite dal flauto o dal violino... Invece l’altro pomeriggio, toccando con mano, i nostri ragazzi hanno potuto far scoprire a molti bambini, accompagnati dai loro genitori, tutti gli strumenti che compongono l’orchestra. Lo abbiamo fatto dividendo i piccoli per gruppi e accompagnandoli nelle varie aule assegnate a ciascuna famiglia (archi, legni, ottoni, strumenti a pizzico) dopo che la Spaggiari, tra un pezzo e l’altro, li ha mostrati all’interno della grande orchestra. Anch’io ho presentato gli ottoni con Fabio Codeluppi e Imerio Tagliaferri, docenti di tromba e corno».
Entusiasta anche Miriam Moretti, docente di oboe, che ha illustrato la famiglia dei legni: «L’abbiamo fatto servendoci di una trascrizione della celebre “Promenade” dai Quadri di Musorgskj interpretata da Giulia Genta al flauto, Martino Tubertini al fagotto, Stefano Mari all’oboe e Silvia Bongiovanni al clarinetto, davvero bravi. Ho visto molti piccoli che ci guardavano davvero incuriositi… sentire diversi strumenti suonare da vicino, colpisce molto. Ma non solo per questo è stata un’esperienza costruttiva che si deve ripetere più spesso: sia per far conoscere la scuola, ma anche per dare ai nostri musicisti l’opportunità di confrontarsi».
L’open day al Peri è avvenuto dopo la performance mattutina dell’orchestra Afam coordinata da Marco Boni al Comunale di Bologna il cui esito è stato davvero entusiasmante; tra il pubblico anche Romano Prodi, che alla fine si è congratulato con i ragazzi. «A proposito del concerto di Bologna – dice con soddisfazione Fiorini – penso alla prova del nostro giovane studente che ha diretto Giacomo Pieracci e quella di Innocenzo Caserio alla tromba, allievo mio e di Marco Pierobon, che ha suonato bene il Concerto di Haydn, brano proibitivo che viene richiesto ad ogni concorso per entrare in orchestra, Caserio a proposito, appena laureato con 110 e lode è arrivato quarto all’audizione per suonare nell’orchestra milanese dei Pomeriggi Musicali». Il concerto sarà replicata al Peri martedì 24 aprile alle 20.30 per inaugurare l’Auditorium Masini ridipinto.
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