Gazzetta di Reggio

Cambio d’abito e acustica per l’auditorium Masini

di Giulia Bassi
Cambio d’abito e acustica per l’auditorium Masini

Per migliorarlo usata la tecnologia “Snowsound”, suono della neve Sui pannelli assorbenti i disegni di Gillo Dorfles. In prima fila Romano Prodi

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REGGIO EMILIA. A vederlo, al termine dei lavori, l’Auditorium Masini dell’Istituto musicale Peri è luminoso e appare perfino più spazioso e largo. L’orchestra sembra respirare maggiormente e il tutto fa pensare che anche il pubblico stia meglio al suo interno, in quanto l’atmosfera ha acquisito toni caldi.

Ma soprattutto è questione di suono e, proprio per una maggiore resa, si è intervenuto al suo interno con modifiche importanti. E così, per la prima volta in Italia, un conservatorio si dota di una struttura d’alta tecnologia per il suono, il cui nome, decisamente evocativo è Snowsound vale a dire il “Suono nella neve”, frutto di uno studio realizzato dall’Università di Ferrara e implementato dall’azienda brianzola Caimi Brevetti. Tale restyling è stato pensato dunque per migliorare la qualità del suono per il pubblico e per gli studenti, dato che in quello spazio vi si tengono saggi ma anche conferenze ed esami.

«L’operazione è stata buona prima di tutto dal punto di vista estetico e poi per l’acustica: in pratica prima di queste migliorie – spiega il direttore del Peri, Marco Fiorini – il pubblico “assorbiva” molto, quindi non c’era riverbero e ciò creava grandi difficoltà all’esecutore; in una parola questo spazio non lo aiutava». Inoltre da più di vent’anni l’auditorium non veniva sistemato, non era stata fatta manutenzione, né tantomeno era adeguato alle norme di sicurezza per i pubblici locali. Il contatto con la ditta Caimi Brevetti è avvenuto tramite il presidente dell’Istituto, Alessandro Ovi, in quanto direttore di una rivista specialistica americana (“Mit Technology Review”) su cui era stata pubblicata la notizia dell’assegnazione all’azienda italiana del premio “Compasso d’Oro” per il prodotto tecnologico innovativo, denominato SnowSound. Si tratta di pannelli dalle peculiari proprietà di fono-assorbenza applicabili in diversi contesti, che assicurano una resa acustica unica. La densità variabile che caratterizza il materiale dei pannelli permette di ottenere un assorbimento selettivo alle diverse frequenze e quindi di ottimizzare l’acustica dell’ambiente; l’assenza di cornici e cuciture e la peculiarità del materiale con cui sono realizzati, li rendono inoltre estremamente leggeri, poco ingombranti e adattabili ad ogni ambiente.

La tecnologia Snowsound è stata testata nella camera semianecoica (ambiente per la prova di strumenti acustici che, dotato di pareti e soffitto assorbenti e di pavimento riflettente, elimina parzialmente gli echi dei suoni) dell’Università di Ferrara. Le misurazioni, effettuate con diverse configurazioni, hanno evidenziato le notevoli capacità di attenuazione acustica di Snowsound, registrando le performance alle diverse frequenze.

In seguito, da un fruttuoso incontro tra il Peri e la ditta Caimi ha preso il via il lavoro di ricerca specifico per l’Auditorium, lavoro che consisteva nell’incorporare alle pareti pennelli speciali e un tipo particolare di tendaggi per la prima volta utilizzati da un istituto musicale. Essi attutiscono il riverbero migliorando la qualità del suono.

I pannelli Snowsound realizzati con i disegni di Gillo Dorfles fanno parte della collezione, chiamata dallo stesso Dorfles, “Per un gigantismo del disegno”, che rappresenta un importante esempio di dialogo tra arte e industria, dove l’utilità dei pannelli si unisce alle opere d’arte realizzate tra il 1937 e il 2017 dal celebre intellettuale.

«Penso che sia stato raggiunto un buon equilibrio per l’acustica – commenta Fiorini –. I lavori sono iniziati lo scorso ottobre; dopo che sono stati tolti i vecchi pannelli, l’auditorium è stato ritinteggiato, quindi nei mesi scorsi sono stati cambiati i tendaggi e sono stati messi i pannelli nuovi. Il tutto è stato realizzato in poco tempo: il più è stato aspettare che la ditta realizzasse i materiali».

Ad inaugurare il nuovo auditorium, ieri, è stato il concerto dell’Orchestra da Camera dell’Istituto Peri, diretta da Giacomo Pieracci e Giovanni Dattolo, allievi del Corso di direzione del maestro Marco Boni, che commenta: «Prima l’acustica era confusa, poco chiara... adesso come orchestra ci sentiamo meglio tra di noi. Lo scompenso derivava soprattutto dal suono forte degli strumenti a fiato che sbilanciavano l’equilibrio generale di tutti, anche la qualità timbrica complessiva è decisamente cambiata». In platea, oltre a studenti, insegnanti, genitori e appassionati di musica, anche Romano Prodi.

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