Sex, dalla filosofia al fotoromanzo
Palazzo Magnani e Spazio Gerra, il filo rosso
REGGIO EMILIA. Un ideale percorso attraverso il programma di Fotografia Europea 2018 prende avvio da Palazzo Magnani. Qui si tiene la mostra “Sex & Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977)”, curata da Pier Giorgio Carizzoni, sotto la direzione scientifica di Pietro Adamo – docente di sociologia all’Università di Torino – che indaga la genesi delle trasformazioni nel modo di concepire e vivere la sessualità tra gli anni ’60 e ’70, attraverso oltre 300 reperti d’epoca: sequenze cinematografiche, fotografie d’autore, fumetti, rotocalchi, libri, locandine di film, installazioni multimediali, ambientazioni con oggetti di design, musica e molto altro. Un percorso che presenta materiali poliedrici e alcuni scatti di importanti fotografi tra cui Angelo Frontoni e Paola Mattioli, compiendo, in cinque ricche sezioni, una puntuale analisi socio-culturale di un pezzo di storia dirompente e rivoluzionaria: Sessuologia e filosofia; Editoria e cultura tra anni Cinquanta e Sessanta; L’underground; La pornografia; La rivoluzione sessuale: vittoria o sconfitta?
Un filo rosso che ci porta allo Spazio Gerra dove la storia, tutta italiana, del fotoromanzo sarà al centro di un approfondimento. Oltre a materiali provenienti da diversi archivi pubblici e privati, sono in mostra cineromanzi e materiali del Fondo Zavattini della Biblioteca Panizzi. È infatti proprio da un soggetto di Cesare Zavattini, tra i pochi autori a intuire le potenzialità di questo genere a cavallo tra fotografia, cinema e fumetto, che trae ispirazione la produzione di un nuovo fotoromanzo contemporaneo pensato per i social network, in particolare per Instagram, dove verrà diffuso quotidianamente per un intero mese a partire dall’apertura della mostra, come un moderno feuilleton.
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