In mostra la disabilità una silenziosa rivoluzione
Nel “Cortile delle arti” immagini di vacanze e sport, senza pietismo Alla stazione c’è “Una certa idea di mondo” sul lavoro sociale
REGGIO EMILIA . Tra i tanti modi scelti per declinare i temi di Fotografia Europea due mostre in particolare, entrambe nel Circuito off, hanno imboccato una strada inconsueta per raccontare “Rivoluzioni, ribellioni, cambiamenti e utopie”. E lo hanno fatto con uno sguardo insolito raccontando la disabilità e il disagio sociale.
La prima è la mostra collettiva organizzata dal Circolo fotografico Fotogruppo 60 del Circolo Quaresimo di Codemondo dal titolo: “Disabilità, una quotidiana rivoluzione silenziosa” che fotografa la disabilità nella normalità di ogni giorno. La seconda, dal titolo “Una certa Idea di Mondo – I servizi sociali del Comune si raccontano”, narra attraverso gli scatti di Melissa Iannace il lavoro quotidiano di questo complesso mondo a contatto con il disagio. La mostra “Disabilità: una quotidiana rivoluzione silenziosa”, è visitabile al Cortile delle arti in via Emilia San Pietro (quasi di fronte ai Chiostri di San Pietro) fino al 6 maggio. Una trentina le opere esposte che raccontano senza pietismi o foto a effetto, il lavoro, lo sport, il divertimento, le vacanze, cioè la quotidianità con cui si trovano a fare i conti le persone con disabilità ma anche e soprattutto la loro vitalità e la loro voglia di combattere. A far da collante alla mostra un breve testo che accoglie i visitatori all’entrata nel quale si dice: «Anche le conquiste scientifiche sono quasi il nulla senza una rivoluzione culturale. La vera rivoluzione non è abbattere le barriere architettoniche ma quelle culturali. Ogni conquista risulterà indebolita se chi potrà utilizzarla incontrerà nel suo cammino persone con uno sguardo limitato. Sono i comportamenti, i pregiudizi delle persone normodotate che creano ostacoli insormontabili di natura comportamentale e culturale e sono la prima causa di emarginazione, discriminazione, pietismo. La rivoluzione silenziosa dei disabili è il loro impegno e la loro capacità di far comprendere che la diversità è ricchezza».
La bravura dei soci del circolo fotografico è stata quella di trasferire questo concetto in immagini, inframmezzate da alcune altre frasi che hanno in compito di far riflettere. Come quelle del fisico Stephen Hawking, per lunghi anni affetto da Sla e recentemente scomparso, e del premio Nobel Rita Levi Montalcini per anni presidente onorario di Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla). E il messaggio della mostra deve essere stato colto se nel registro delle presenze un visitatore ha scritto: «Sino a quando non accetteremo che tutti noi siamo diversamente abili a qualcosa, non potremo mai capire e accettare il limite dell’altro».
La seconda mostra, “Una certa idea di Mondo”, è invece allestita all’interno della stazione ferroviaria di piazzale Marconi fino al 31 maggio e racconta e mostra il lavoro sociale. Un’attività difficile da rendere visibile nelle sue azioni di mediazione, ascolto, ricucitura delle fratture tra persone e gruppi. Questo progetto vuol testimoniare ciò che i servizi fanno quotidianamente, e si concentra in particolare sui temi dell’abitare il territorio, abitare la casa, abitare i servizi, con l’intento di offrire ai cittadini immagini-stimolo e qualche suggestione per mostrare, insieme, problemi e risorse, ricercando, se possibile, alleanze per fare fronte a una complessità che oggi non lascia spazio a facili soluzioni.
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