Gazzetta di Reggio

La compagnia Cosimi balla le ultime ore di vita di Pier Paolo Pasolini

di Giulia Bassi
La compagnia Cosimi balla le ultime ore di vita di Pier Paolo Pasolini

REGGIO EMILIA. Un lavoro, “Bastard Sunday”, che parte da lontano, in quanto il primo step, una sorta di installazione, è datata 2003. Ma fin da subito al centro di questa creazione coreografica,...

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REGGIO EMILIA. Un lavoro, “Bastard Sunday”, che parte da lontano, in quanto il primo step, una sorta di installazione, è datata 2003. Ma fin da subito al centro di questa creazione coreografica, firmata da Enzo Cosimi e dedicata a Pier Paolo Pasolini, vi è la musica potente di Robert Lippok uno dei protagonisti più influenti della scena sperimentale berlinese; artista audiovisivo, designer, musicista, fondatore insieme al fratello dei To Rococo Rot.

“Bastard Sunday” sarà di scena stasera alle 20.30 alla Fonderia39 (in via della Costituzione 39 a Reggio Emilia) e costituirà l’occasione di conoscere, dopo “Calore” nel cartellone dell’anno scorso, un’altra creazione di uno tra i più autorevoli nomi della coreografia contemporanea italiana. «La creazione di “Bastard Sunday” è avvenuta a tappe – afferma Cosimi – fino a diventare un lavoro a serata intera. La sua riproposizione nell’ottobre scorso al Teatro dell’Elfo a Milano, dove è stato accolto con entusiasmo, mi ha riempito di soddisfazione, anche perché ci sono molto legato».

Il personaggio di Pasolini come viene considerato?

«Lo spettacolo è basato sul testo evocativo legato all’uccisione dello scrittore avvenuta in quella “domenica bastarda” del 2 novembre 1975. Avevo 12 anni, ma quando il Tg ne ha dato notizia, raccontando come era avvenuto, mi ha impressionato. Dopo quel fatto di cronaca, Pasolini mi ha segnato, affascinato, come del resto penso sia successo a molti. Poi, essendo romano, sono legato alla romanità e a tutti i temi che la riguardano, e l’uccisione di Pasolini, purtroppo, era uno di quelli. Mia intenzione per questo lavoro è stata rievocare la sua figura ma anche il suo mondo, la sua visione poetica, il suo cinema».

Qual è il ruolo di Paola Lattanzi?

«Lei è l’interprete principale mentre io sono il personaggio scuro, una sorta di boia tutto nero ed inquietante. Paola rappresenta l’anima di Pasolini: la sua figura androgina – meglio dire né maschile, né femminile – è meravigliosa».

Come si sviluppa lo spettacolo?

«In 50 minuti si rievoca il fatto attraverso un video in cui campeggia l’Alfa-Romeo che ha effettuato il percorso durante quella notte, procedendo a forte velocità, in contromano, sul lungomare di Ostia. La prima parte di questo lavoro, una sorta di prologo, comprende un’intervista a Pelosi che ho montato prendendo diversi pezzi, per creare un discorso che avesse un senso. Questa, unita alla musica di Lippok contribuisce ad accrescere di forza emotiva la danza».

Qual è il messaggio racchiuso dallo spettacolo?

«Ho creato un’impalcatura drammaturgica, ma è lo spettatore a trarre le sue conclusioni. Mi preme porre le domande ma non dare risposte come deve essere negli spettacoli contemporanei».

C’è comunque una guida, un racconto oggettivo...

«Per raccontare di quella “domenica bastarda” parto da un fatto di cronaca nera oggettivo ma poi voglio entrare nell’anima dello scrittore, ingrandendo la percezione dell’inquietudine. Vorrei che si comprendesse che quel delitto provocò un grande choc… la figura di Pasolini turbava. Adesso invece è diverso, tante problematiche sono state sdoganate. In ogni caso lo spettacolo parte da un elemento personale che crea drammaturgia per poi diventare coreografia».

A cosa sta lavorando in questo periodo?

«Procede il Progetto “Ode alla bellezza” formato da tre creazioni sulla diversità, l’ultima delle quali debutterà a Bologna: il tema è il passaggio maschio-femminina e femmina-maschio; la prima parte “La bellezza ti stupirà” coinvolge nel lavoro un gruppo di senza fissa dimora e la seconda “Corpus Hominis” costituisce un’indagine sull’omosessualità in età matura in rapporto alla contemporaneità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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