Un weekend di “Caseifici aperti”
Domani e domenica assaggi e visite nei luoghi di produzione del Parmigiano Reggiano
REGGIO EMILIA . Torna “Caseifici aperti”, l’invito del re dei formaggi a visitare i luoghi di produzione del Parmigiano Reggiano. Domani e domenica, nelle cinque province del territorio consortile, i casari spalancano le porte ai visitatori che, oltre a scoprire dove nasce il nostro mitico alimento, avranno la possibilità di vedere come avviene la trasformazione del latte e dove riposano le “forme” mentre avviene la loro lunga maturazione (almeno 12 mesi). Manco a dirlo si potrà fare qualche assaggio ed effettuare acquisti diretti, proprio alla fonte.
“Caseifici aperti” è dunque un invito a toccare con mano la naturalità e la genuinità del nostro alimento entrando nelle zone d’origine per capire da cosa deriva la sua elevata digeribilità, come vi si concentrino tanto calcio e ricchi minerali mentre mancano additivi e conservanti, scoprire le ragioni della sua piacevolezza. Non a caso viene suggerito anche dai medici per le donne in maternità, per chi pratica attività sportive, per le persone avanti con gli anni.
Su questi temi, a metà marzo, il Consorzio ha avuto un confronto, a Fico, con Slow Food per affermare la biodiversità dei formaggi naturali. L’incontro avrà un seguito lunedì 7 maggio a Parma dove il direttore del Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti, incontrerà Roberto Burdese, amministratore delegato di Slow Food Italia. Ma torniamo ai “Caseifici aperti” di domani e domenica perché è atteso – confidando ovviamente nelle buone condizioni meteo – il consueto “assalto” di visitatori e di consumatori.
Ad iniziare dalla sede del Consorzio di via Kennedy dove sarà operativo lo storico “casellino” che contiene i vecchi strumenti di lavoro. Nello stesso luogo, domenica alle 11, ci sarà poi la premiazione del concorso “Forme d’arte. Capriccio reggiano” che ha visto in gara gli studenti del liceo artistico Chierici. Una sfida che li ha portati a rievocare la storia, le tradizioni, l’ambiente in cui è nato e viene prodotto il formaggio attraverso dipinti ed altre tecniche (collage polimaterico, acrilico, olio, pastello, acquerello, carboncino, matite colorate) tracciati su forme ormai pronte al consumo. Ma questo è solo uno dei numerosi eventi che si inseriscono nelle due giornate di festa che vedranno impegnati, accanto ai casari di Reggio e provincia (si arriva sino all’alta montagna) anche i colleghi di Parma, Modena, Bologna e Mantova.
Una festa che regala sempre nuove emozioni. (l.v.)
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