Alla scoperta della Ghiara con una guida del 1811
Le esplorazioni “fuori dal quotidiano” ripartono venerdì 4 maggio nella basilica. Al centro le pagine scritte nell’Ottocento per spiegare il gioiello “ai forestieri”
REGGIO EMILIA. Una serata in Ghiara con una guida del 1811 a lume dei forestieri e a erudizione dei giovani reggiani, per illustrarne lo splendore artistico e architettonico.
Venerdì 4 maggio, ore 21, ripartono le esplorazioni “fuori dal quotidiano”. Dopo lo svelamento del sipario del Teatro Ariosto, gli itinerari di “Reggio a mezzanotte” alla scoperta del centro storico e l’incontro su Carlo Bonioni (l’artista ferrarese grande protagonista della pittura del Seicento che lavorò per anni a Reggio affrescando anche la basilica della Ghiara), il programma prevede un affondo nella storia. Grazie alla disponibilità dei Padri Serviti, l’architetto Mauro Severi e lo storico del territorio Alberto Cenci racconteranno la magnificenza di questo nostro gioiello e del suo spazio urbano limitrofo.
Nel 1811 Reggio è capoluogo del Dipartimento del Crostolo, fa parte del Regno italico napoleonico e sta festeggiando (da marzo) la nascita di Napoleone II, detto l’Aiglon, erede di un trono ormai in scadenza. La bibliografia sulla Ghiara era già allora corposa, forse però occorreva un nuovo strumento di lettura, più adatto ai tempi, che soddisfacesse la moderna esigenza di conoscere le bellezze della nostra basilica. Ecco quindi il bisogno di un libro più “rapido”, moderno, ed immediato dei corposi volumi sei-settecenteschi. Parliamo della guida “Il tempio della città. La Ghiara “a lume de forestieri e dei giovani reggiani-1811”, riprodotta in anastatica da Antiche Porte editrice in vista dell’incontro di venerdì. È lecito supporre che l’idea abbia colto nel segno, viste le successive riedizioni.
A quasi quattro secoli dalla traslazione dell’immagine di Maria in “casa” sua, questa serata si concentrerà sui particolari e le peculiarità di un “tempio” nato per glorificare l’amore reggiano per la Vergine dei cieli. La basilica fu edificata in periodo di piena controriforma ed è stata definita, da Federico Zeri, la più bella chiesa barocca del nord Italia.
«L’edificio – scrive Severi nell’introduzione della guida – già nella volontà che l’ha originato e dalla posa della prima pietra nel giugno 1597 (l’anno dopo la corte Estense dovrà ripiegare negli stati di investitura imperiale, Modena e Reggio, abbandonando Ferrara) doveva essere grandioso nelle dimensioni e nelle decorazioni. Per conseguire questo obiettivo ci si rivolse ai maggiori artisti del tempo: dall’architetto Aleotti, al Balbo, al locale Pacchioni e a pittori del valore di Lionello Spada, Alessandro Tiarini, Luigi Gavassetti, Luca da Reggio, Bononi e al grande Guercino».
La Ghiara ospita anche il catafalco di Maria Teresa Cybo d’Este, ultima signora di Massa e Carrara, il primo orologio perpetuo al mondo di Cherubino Ranzani ed è “contornata” da due chiostri di elegante bellezza. Venerdì si parlerà poi di corso Garibaldi, con le chiese scomparse o inglobate negli edifici attuali, Palazzo Ducale e la sua storia, l’obelisco di ducale memoria e via della Morte… tanti angoli di Reggio che sono cambiati e stanno cambiando nel cuore del centro storico.
Alla città è dedicata anche una chiacchierata alla Libreria All’arco venerdì 11 maggio, alle 18, dal titolo “Reggio! Da Lodovico Bolognini a Andrea Balletti una città in movimento”. Per informazioni telefonare allo 0522-433326, dopo le 15.
REGGIANI FUORI DAL QUOTIDIANO L’incontro di venerdì rientra nel ciclo di eventi consigliati dalla Gazzetta di Reggio nell’ambito di “Reggiani fuori dal quotidiano”. Per far parte della comunità REggiani e ricevere programmi e segnalazioni scrivere una mail all’indirizzo reggiani.re@gazzettadireggio.it specificando nome, cognome, luogo di residenza e indirizzo di posta elettronica. L’obiettivo – come già successo in passato, per esempio in occasione delle seguitissime passeggiate di “Reggio a mezzanotte” – è quello di coinvolgere direttamente i nostri lettori portandoli a condividere argomenti... fuori dal quotidiano. A presto.
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