Gazzetta di Reggio

Da uno “scherzo” alla guida d’Italia

Da uno “scherzo” alla guida d’Italia

«Una grande soddisfazione, siamo partiti da una scommessa ed eccoci qui»

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QUATTRO CASTELLA. Una delle soddisfazioni principali ottenute in questi 3 anni da MDB è l’inserimento nella guida di Slow Food, con tutto il prestigio che il logo della lumachina porta con sé. È una peculiarità, visto che tecnicamente MDB è una “beer firm”, azienda che produce in un impianto non di sua proprietà. «È stato un bel momento perché Slow Food non assegna giudizi senza fare precise valutazioni. Ci sono beer firm che semplicemente mettono il nome su una birra, vanno in un birrificio, indicano le caratteristiche che vorrebbero e poi applicano un marchio», spiega Manuela. «Slow Food non si accontenta, anzi, i vari addetti hanno voluto conoscere Luca, hanno voluto approfondire la sua conoscenza come homebrewer per verificare che dietro il progetto ci fossero persone con competenze ben precise. E solo dopo ci hanno inserito nella guida», racconta. E aggiunge: «Quando ci hanno contattato ero dubbiosa, non sapevo se fosse una di quelle iniziative in cui paghi una quota ed in cambio vieni citato su una guida: non mi sarebbe minimamente interessato. Invece ci siamo informati e ci hanno garantito sulla serietà e l’attenzione di Slow Food. Ora possiamo confermarlo, sono stati seri e molto interessati». E utili, visto che le verifiche vengono fatte non solo sul produttore.

«Prima di inserire un nome nella guida delle birre, i vari consulenti vogliono assaggiare le birre in sei situazioni diverse, in locali diversi, ovviamente in anonimato. E se notano un problema avvisano i produttori, ad esempio. È un test “post vendita” che noi produttori non potremmo mai fare».

La citazione di Slow Food ha inciso sulle richieste e sulla popolarità del marchio? «Il nostro giro è più o meno sempre quello, sono aumentati e di molto gli ordini. Chi già comprava la nostra birra ora ne acquista quantitativi più elevati, tanto che adesso non abbiamo nemmeno più birra disponibile. È un discorso strano, ci sono diverse scuole di pensiero, per molti comunque una birra approvata Slow Food è un qualcosa in più». (adr.ar.)



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