Gazzetta di Reggio

Una Ghiara “fuori dal quotidiano”

Una Ghiara “fuori dal quotidiano”

Basilica gremita in occasione della visita organizzata da Antiche Porte e Gazzetta

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REGGIO EMILIA. Basilica della Madonna della Ghiara gremitissima, venerdì sera, per un incontro “fuori dal quotidiano”. Una folla degna delle grandi celebrazioni per la patrona della città che ha accolto l’invito a scoprire i tesori del tempio. In effetti i reggiani, grandi viaggiatori per lavoro, spesso ignorano le ricchezze della loro città, che non ha avuto ducati (anzi da alcuni è stata depredata) ma ha raccolto molte meraviglie d’arte. Alcune sono sotto le volte e alle pareti della chiesa di corso Garibaldi.

Dopo il benvenuto di padre Anacleto dei Servi di Maria (che erano qui prima di Napoleone ed ora dal 1927) e il saluto del direttore della Gazzetta Stefano Scansani, i presenti hanno seguito, in religioso silenzio, le illustrazioni di due studiosi. Alberto Cenci ha ricordato l’etimologia del nome (dalla ghiaia del Crostolo che a fine Cinquecento scorreva in questa strada) e si è soffermato sugli edifici limitrofi. Come l’oratorio di San Pietro Martire poi inglobato in un vicino palazzo estense (ora Prefettura), la chiesa della Buona Morte in via Guasco, l’obelisco sorto al posto di vecchie case alle nozze dell’ultimo duca, i due conventi alle spalle del tempio.

L’architetto Mauro Severi ha raccontato invece il fenomeno religioso ed economico di una chiesa eretta a ricordo del miracolo del bimbo sordomuto Marchino con fondi della popolazione e il sostegno del Comune. A pagare furono gli allevatori di bachi da seta, i calzolai, altri operosi artigiani. Che si intendevano pure di arte se si pensa che in Ghiara – una delle più belle chiese dell’Alta Italia medioevale – ci sono dipinti del Guercino (straordinario il Cristo sofferente), Tiarini, Guido Reni, Lionello Spada, colonne monolitiche di rarissimi marmi neri e porfido rosso egizio, una statua michelangiolesca, lampadari in argento massiccio, soffitti illustrativi dell’antico e nuovo testamento ornati in oro. Una meraviglia da conoscere meglio. (l.v.)

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