Gazzetta di Reggio

Studenti in scena a Siracusa con una Medea "umana"

di Giulia Bassi
Studenti in scena a Siracusa con una Medea "umana"

Reggio Emilia, la compagnia del liceo Ariosto Spallanzani partecipa al Festival internazionale del teatro classico. Il professore Paolo Rossi: "Saremo parte di un rito collettivo che dura da secoli"

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REGGIO EMILIA. Ci sono progetti scolastici così speciali che, nel soddisfare studenti e professori, rafforzano anche l’identità e il prestigio della scuola. E non solo: alla lunga sono destinati a costituire per chi vi prende parte, un ricordo meraviglioso di un’esperienza indimenticabile.

Racchiude questa valenza la partecipazione del gruppo teatrale del liceo Ariosto- Spallanzani al “Festival Internazionale del teatro classico dei giovani” che si tiene vicino a Siracusa. «È successo anche l’anno scorso – ci dice il responsabile scolastico del progetto, il prof. Paolo Rossi – abbiamo avuto l’onore di partecipare a questa rassegna che vede protagoniste compagnie scolastiche impegnate nella messa in scena di un testo della tradizione classica, greca o latina».

Saranno 80 le scuole partecipanti, con oltre 1200 giovani provenienti da tutto il mondo, che si esibiranno fino all’11 giugno al teatro greco di Palazzolo Acreide, una perfetta cavea classica a pochi minuti da Siracusa. «Il percorso per arrivare fin qui parte da lontano – spiega il prof – è iniziato più di dieci anni fa con il regista Alessandro Vezzani e il centro teatrale MaMiMò con i quali la scuola ha organizzato l’attività teatrale. Le compagnie attive all’interno della scuola sono due, quella dei più giovani guidati da Cecilia Di Donato, quella dei ragazzi di quarta e quinta guidati da Vezzani».

Ed è proprio Vezzani a raccontare del lavoro fatto in questi anni con il supporto dal corpo docente e della famiglie: «In questi anni abbiamo messo in scena grandi classici della letteratura drammatica, affrontando lo studio di autori come Shakespeare, Brecht, Ludovico Ariosto, Schnitzler, Rostand. Da ognuno, i ragazzi hanno assorbito non solo delle competenze teatrali e culturali, ma soprattutto tratti di umanità e sensibilità che li hanno arricchiti come persone. Orlando, Cyrano, Romeo e Giulietta, Shylock...».

Il regista novellarese, molto apprezzato anche come attore, spiega anche come l’anno scorso sia avvenuto un cambio di marcia alla ricerca di nuovi stimoli: «E così ho pensato di proporre loro un progetto culturale di ampio respiro, come lo studio di “Antigone” di Sofocle e la candidatura alla partecipazione al “Festival internazionale del dramma antico”. Quando ci hanno selezionati, inutile commentare il nostro entusiasmo, e la stessa scena di gioia e gratitudine si è ripetuta quest’anno con “Medea” di Euripide».

La compagnia teatrale dell’Ariosto-Spallanzani sarà in Sicilia dal 2 al 5 giugno: le mattine saranno dedicate al Festival dei Giovani, con il loro spettacolo, e poi assisteranno ad altri cinque spettacoli delle compagnie scolastiche. «L’esibizione, naturalmente, sarà un momento di grande adrenalina – commenta Vezzani – ma il ricordo più emozionante che ci siamo portati a casa lo scorso anno è legato alle prove: eravamo da soli, e per un attimo ci ha attraversato il pensiero che gli spalti erano sì vuoti in quel momento, ma ancora pieni degli applausi di uomini e donne di 2500 anni prima. Abbiamo davvero avvertito la potenza e la suggestione del teatro come filo conduttore della storia dell’uomo».

Alla sera, i ragazzi potranno assistere a due opere, recitate da compagnie di professionisti, in scena nel teatro greco di Siracusa all’interno del parco archeologico. «Il teatro – commenta il prof. Rossi – è un rito collettivo tra artisti in scena e pubblico, tanto più grande e vibrante quante più persone vi partecipano: l’anno scorso sugli spalti eravamo in oltre cinquemila, con la sensazione di essere tutti attori di una cerimonia che va avanti da secoli». Quest’anno tocca a “Medea” di Euripide per la quale i ragazzi stanno ultimando le prove di regia, ma il cui studio va avanti da novembre. Per quanto riguarda l'interpretazione che daranno alla tragedia, incentrata sul grande personaggio della protagonista, Vezzani è orientato a sottolinearne sia la natura umana che divina.

«Nella nostra messa in scena – spiega il regista – abbiamo voluto andare oltre la visione di una Medea accecata dalla sete di vendetta. Per noi Medea, con la sua origine divina, si erge anche a giudice della civiltà che la circonda. Essa ci mostra cosa succede quando due civiltà non riescono a trovare un modo per andare avanti insieme. La morte dei figli (a simbolo di tutte le generazioni future) non è una vendetta, ma l’inevitabile punizione che il destino riserva se non si abbandonano i pensieri utilitaristi a favore del rispetto della dignità umana».

Dopo Palazzolo Acreide, lo spettacolo sarà rappresentato l’8 giugno al cinema teatro Novecento di Cavriago. In scena ci saranno: Emilia Arisi, Maria Vittoria Battini, Elia Bonzani, Asia Botta, Anna Cicero, Michelangelo Coclite, Alessia Davoli, Susanna Debbi, Valentina Gilli, Alice Gualerzi, Silvia Monticelli, Francesco Nitrosi, Eleonora Pedrelli, Benedetta Pigoni, Lorenzo Ramacci, Francesca Rigon, Federica Spazian, Shantidas Valli.

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