Gazzetta di Reggio

Vittoria Belvedere a Reggio Emilia sul set di un fotoromanzo: «Ritorno alle origini»

Martina Riccò
Vittoria Belvedere a Reggio Emilia sul set di un fotoromanzo: «Ritorno alle origini»

L’attrice in città per partecipare a “Nessuna colpa”, il fotoromanzo che lo Spazio Gerra sta pubblicando su Instagram:  «La mia carriera è iniziata proprio così, è stato bellissimo rivivere quell'esperienza»

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REGGIO EMILIA. Da un fotoromanzo è iniziata la sua carriera di attrice e a un fotoromanzo è tornata.

Vittoria Belvedere si racconta alla Gazzetta

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Bellissima, tailleur grigio scuro e sguardo preoccupato, come richiesto dal copione, Vittoria Belvedere ha occupato l’ufficio di Davide Zanichelli, presidente della Fondazione Palazzo Magnani, per recitare in “Nessuna colpa”, il fotoromanzo che lo Spazio Gerra sta producendo in occasione di Fotografia Europea e che può essere “sfogliato” su Instagram.

Ma davvero deve la sua carriera a un fotoromanzo?

«Confermo, la mia carriera da attrice è iniziata così. Da giovanissima vivevo a Milano e frequentavo una scuola per diventare stilista, sono entrata in un’agenzia di moda e ho iniziato a fare servizi fotografici, pubblicità... Grazie a queste fotografie sono stata chiamata a Roma per un fotoromanzo. Nel cast c’erano anche Massimo Ciavarro e Alba Parietti. Non ero la protagonista ma il mio ruolo era comunque importante, e io non avevo la più pallida idea di che cosa dovessi fare e come».

L’ha aiutata la sua esperienza da modella?

«Arrivando dal mondo della moda ed essendo una fotomodella sapevo stare davanti all’obbiettivo, ma come modella si è quasi inespressivi, no? È tutto basato sulla bellezza, sul capo indossato, sul beauty... nel fotoromanzo invece bisogna “recitare” scene mute, sono tutte espressioni. Inizialmente questa cosa mi spaventò molto, ma poi fu divertente. Grazie a quel fotoromanzo ho scoperto che avevo anche un’espressività (ride, ndr). Da lì è iniziata la mia carriera: nel 1992 ho recitato nel mio primo film, “Piazza di Spagna”. Il regista era Florestano Vancini, aiuto regista Riccardo Milani, e nel cast c’erano nomi come Enrico Maria Salerno, Andrea Giordana... insomma era un cast molto importante. Il film raccontava la Roma bene degli anni Novanta, e soprattutto la vita di Marina Ripa di Meana (i riferimenti puramente casuali). Però sì, per due-tre anni ho fatto fotoromanzi e devo dire che mi sono molto divertita».

E poi, a Reggio, il ritorno alle origini...

«È stato bellissimo. Mentre venivo da Roma avevo paura di non essere all’altezza del compito. Ci sono cose che hai paura di dimenticare, poi in realtà è come andare in bicicletta, una volta che impari vai e anche se non monti in sella per dieci anni non ti dimentichi come si fa. Mi sono divertita, è stato molto piacevole. Rivivere un po’ quegli anni è stato bello».

Senza svelare troppi particolari, che personaggio interpreta?

«Sono un avvocato che prende le difese della protagonista della storia, Lisa (Francesca Parisi, ndr), che ha subìto una violenza. Il copione era di tre righe, per quanto mi riguardava, una -due scene in tutto. Ma essendo io madre, fortunatamente, e avendo a che fare con una giovane ragazza mi sono sentita a mio agio. Non ero solo un avvocato ma una mamma che protegge la figlia».

Il fotoromanzo dello Spazio Gerra mantiene alcuni linguaggi del genere, ma il tema di fondo è molto distante dalle storie alla base dei primi fotoromanzi. Lo ha apprezzato?

«Sì, qui non si parla di tradimenti, menzogne, gossip, ma si affronta un argomento sociale purtroppo attualissimo che non accenna a migliorare. Pur parlando di questo problema, pur cercando di trovare soluzioni, sembra che questa piaga anziché restringersi stia dilagando. Quindi sono contenta di aver fatto la mia parte in questo progetto».

A proposito di progetti, ha appena terminato la tournée teatrale de “La scuola”. Com’è andata?

«Tre anni fa sono subentrata nel cast di cui fanno parte Silvio Orlando, Vittorio Ciorcalo, Antonio Petrocelli, Roberto Nobile... che portano in giro lo spettacolo da anni, ed erano anche nel cast del film uscito 25 anni fa. La storia è quella di un gruppo di docenti riuniti per fare lo scrutinio finale. Ognuno cerca di portare acqua al suo mulino e difendere il suo prediletto, ma nel farlo svela gli altarini tenuti nascosti durante l’anno scolastico. Una commedia brillante. Abbiamo appena finito il tour, è andata molto bene».

E nel futuro?

«Teatro...».

Quindi adesso la vedremo su Instagram con il fotoromanzo “Nessuna colpa” e poi...?

«E poi spero di passare a Reggio Emilia con il mio prossimo spettacolo. Vi aspetto!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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