Erbazzone e tortelli verdi alle Canarie
Stefano De Pietri, fondatore della Torinese, apre un ristorante a Las Palomas
REGGIO EMILIA. Non solo i cervelli, anche i fornelli migrano all’estero. Anche se, in questo caso, solo temporaneamente: lo chef Stefano De Pietri, creatore della storica pasticceria Torinese, parte per le Canarie. «Ho deciso di cogliere quest’opportunità che mi si è presentata grazie ad alcuni amici – dichiara lo chef – e questo è il momento giusto. Per ora starò via un anno, poi si vedrà». L’idea è quella di esportare la cultura della tavola italiana sull’isola di Gran Canaria, e precisamente a Las Palomas, una delle località più rinomate della punta sud dell’isola, immersa tra le dune del deserto e l’oceano. Las Palomas è una zona molto apprezzata per il turismo, soprattutto quello residenziale, di chi cioè si stabilisce a vivere là per almeno sei mesi all’anno. Tra questi ci sono moltissimi italiani, ed è proprio a loro che si rivolgerà il nuovo locale: «Alle Canarie ci sono tanti locali che propongono la cucina del Bel Paese, ma noi porteremo la vera gastronomia italiana combinata con la nostra pasticceria e un’idea giovane, fresca, di ristorazione. Saremo ambasciatori della buona tavola». Protagonista del menù, ovviamente, la pasta fresca emiliana: tortelli, erbazzone e lasagne. Ma non mancheranno ricette tipiche di altre regioni, come i tajarin piemontesi e i supplì siciliani. Tutto preparato al momento, secondo la miglior tradizione, e tutto rigorosamente made in Italy: «Tutte le materie prime vengono dall’Italia, così come l’attrezzatura, dal tagliere alla cucina, persino le mattonelle». De Pietri ha sempre avuto un legame molto forte con la città di Reggio, suo luogo natale. Classe 1965, appena maggiorenne rileva la Pasticceria Ligabue e allo stesso tempo porta avanti gli studi, formandosi all’Istituto Superiore di Pasticceria Etoile di Rossano Boscolo. Da studente diventa insegnante, tenendo corsi di cucina dapprima come tutor per gli studenti dell’Alma di Colorno, poi con gli e le appassionate del Club del Fornello e di Gustus Sapiens. Finché, nel 1994, non decide di aprire la Torinese: alla sua tavola si sono seduti, tra gli altri, Pavarotti, Ligabue, Zucchero e Dacia Maraini. «La Torinese è stata vent’anni di soddisfazioni, ricordi, emozioni. È e rimarrà la mia essenza».
Linda Magnoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
