Gazzetta di Reggio

IL PERSONAGGIO

IL PERSONAGGIO

Autodidatta, dotato di grande abilità nel disegno, Serafino Valla vive dolorose esperienze nell’infanzia e nell’adolescenza. Nel 1938 si arruola volontario nell’esercito, per distogliersi dalle...

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Autodidatta, dotato di grande abilità nel disegno, Serafino Valla vive dolorose esperienze nell’infanzia e nell’adolescenza. Nel 1938 si arruola volontario nell’esercito, per distogliersi dalle problematiche familiari, di conseguenza è costretto a partecipare alla campagna di Russia. Ferito, rientra in patria, nella sua Luzzara.

Negli anni Sessanta, all’età di circa quarant’anni la sofferenza lo porta a dipingere. Valla ricerca nella pittura, nella scultura e dentro alla filosofia, il senso del suo esistere, arrivando a trovare una sua forma espressiva molto personale.

L’uomo col capo chino, coperto dal cappello, la natura e l’amato Po sono sempre presenti nelle sue opere. L’arte diviene lo strumento di difesa, che porta alla luce le sue emozioni, la sua grande spiritualità e la simbologia. Realizza opere a tema sacro, molto significativi i “crocefissi in campagna”. Accompagna il suo operato artistico con riflessioni di carattere filosofico, che condensa in “massime”, pubblicate in alcuni libri. Appartiene alla prima generazione dei pittori naïf, da cui si differenzia in modo sostanziale proprio per la razionalità, che lo porta alla realizzazione delle composizioni dei suoi dipinti. Negli anni Settanta la prima mostra personale a Luzzara, dove viene scoperto da Cesare Zavattini. La sua attività artistica si intensifica, facendosi apprezzare, sia a livello nazionale sia internazionale.

Dal 2001 la sua autobiografia esistenziale è custodita presso l’Archivio Diaristico Nazionale a Pieve Santo Stefano, Arezzo.

Nell’ultima parte del suo percorso artistico fissa la sua attenzione sulla natura morta che diviene occasione di pittura “pura”. Muore nel 2014.



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