Gazzetta di Reggio

«Vi riporto alla vostra infanzia»

di Nicole Nasi
«Vi riporto alla vostra infanzia»

Cristina D’Avena domani al Fuori Orario: «Sarò con i Gem Boy, chissà cosa combineranno»

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GATTATICO. I primi calci al pallone per i maschietti e le prime bambole per le femminucce sono solo alcuni dei momenti più emozionanti dell’infanzia. Per i bambini, infatti, è impossibile non cantare e riconoscere alle prime note le sigle dei cartoni animati interpretate da Cristina D’Avena. La cantante bolognese dopo la prima esperienza allo Zecchino D’oro nel Coro dell’Antoniano, negli anni Ottanta incide la sigla del cartone animato giapponese “Pinocchio” che darà poi inizio alla pubblicazione di numerosi album, concerti sold out e riconoscimenti, riempiendo ancora oggi di allegria le mattine e i pomeriggi dei più piccoli.

Dopo qualche anno di assenza dalla nostra città, Cristina D’Avena tornerà domani (ore 21.30) al Fuori Orario di Taneto di Gattatico, accompagnata dagli oramai inseparabili Gem Boy, irriverente e comica band bolognese.

Che cosa ci si dovrà aspettare dal concerto, le intramontabili sigle o qualcosa di più?

«Senza dubbio i classici non li abbandoneremo e saranno sempre protagonisti. L’obiettivo è quello di cantare tutti insieme in allegria, insomma un concerto super divertente. Ma non mancheranno canzoni nuove e soprattutto gli skatch comici dei Gem Boy che me ne combinano di ogni. Spesso nemmeno io ne sono a conoscenza, Carletto (Carlo Sagradini, frontman del gruppo, ndr) improvvisa sul momento e io non posso fare altro che ridere con il pubblico».

Com’è nata la collaborazione con i Gem Boy e come si sta evolvendo?

«È iniziato tutto per caso. Un giorno li incontrai in un autogrill e li fermai immediatamente. Ero arrabbiatissima con loro per la canzone “È morta Cristina”, non riuscivo a capire perché avessero scritto un pezzo con un titolo così poco carino. Si scusarono più e più volte e mi convinsero ad ascoltare tutto il loro album. Capii che l’ironia era il filo conduttore di tutte le loro canzoni e da lì fu amore. Un amore che dura dal 2007, che si consolida sempre di più e che è arrivato a oltre 150 concerti. Siamo felici insieme e sono la prima a divertirsi».

Secondo lei i bambini di oggi sono cambiati?

«Sì. Oggi sono molto più emancipati e svegli, e incarnano perfettamente la società in cui viviamo. Agli inizi della mia carriera l’intrattenimento era fatto da cartoni, giri in bicicletta, bambole e palloni, non da schermi e cellulari. Bisogna sempre mantenere intatta l’infanzia e il fatto che molti genitori abbiano acquistato il mio album “Duets-Tutti cantano Cristina” per far conoscere ai figli le sigle che cantavano loro da piccoli attraverso i cantanti di oggi è un segnale molto forte e bello».

E per quanto riguarda i cartoni invece?

«L’amore e l’amicizia sono valori che rimangono nonostante il cambiamento. Nonostante la cernita meno scrupolosa, dettata dal cambiamento della società, la violenza si cerca di evitarla. Le storie ad esempio di “Lady Oscar” erano molto più difficili da seguire, se si perdeva una puntata si perdeva il filo della trama, mentre oggi grazie ad una fruizione più alta non accade e forse i bambini si appassionano meno. Io cerco sempre di dare loro quello che ho sempre dato al mio pubblico, e tenere vivi i cartoni che tutti conoscono».

Quali sono le sigle più amate e qual è la sua preferita?

«Appena il pubblico avverte le prime note di “Occhi di gatto” il divertimento e l’entusiasmo salgono alle stelle. Credo sia proprio questa la preferita, anche se “Mila e Shiro” o “È quasi magia Johnny” rimangono intramontabili. “Kiss me Licia” è la mia canzone del cuore, mi sono sentita lei per anni grazie anche al telefilm».

Al Fuori Orario sarà quindi impossibile non divertirsi ripercorrendo l’infanzia.



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