Reggio Emilia, la “Città del Lettore” torna con 4 serate e 400 studenti
Da lunedì a giovedì, dalle 20 alle 22.30, saranno proposte 31 attività. A fianco del liceo scientifico l’istituto Motti che curerà accoglienza, cucina e sala
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REGGIO EMILIA. Quattro notti per abitare i libri. La città nella quale ogni amante della lettura vorrebbe vivere torna a riaccendersi. È “La Città del Lettore 2” che, dopo l’exploit della prima edizione, viene riproposta da lunedì 14 a giovedì 17 maggio dal liceo scientifico “Moro” in stretta collaborazione con l’istituto “Motti”. Squadra che vince non si cambia, ma i numeri crescono.
Quest’anno gli studenti coinvolti sono 350 del “Moro” e una cinquantina del “Motti” contro i 140 della passata edizione che assicureranno ogni sera (quattro e non più tre) 31 attività rispetto alle 17 di un anno fa in questa città virtuale che prende vita “a tempo” nel giardino e in alcune aule al primo piano del “Moro”.
Ma attenzione, anche le attività confermate (dall’asta al cinema per citare le più gettonate) avranno contenuti diversi rispetto all’anno scorso. Tra le novità, riusciamo a strappare solo una delle numerose chicche: si tratta della “raccolta differenziata delle parole”, un gioco simpatico (e attuale) per riciclare le parole svendute.
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Ad introdurci nella “Città del Lettore 2”, nella sala giunta della Provincia che ha dato il patrocinio all’evento, la dirigente scolastica Mariacristina Grazioli, gli insegnanti Daniele Castellari ed Elena Vaccari oltre agli studenti Pasquale Alan Cesaro, Matteo Braghiroli e Veronica Spagni del Moro e Lorenzo Guerra del Motti.
«Si tratta soprattutto – esordisce Daniele Castellari, geniale deux ex machina del progetto – del proseguimento di un grande entusiasmo da parte dei ragazzi che, sulla scorta di quanto accaduto l’anno scorso, hanno voluto assolutamente riproporre l’evento. Dall’esterno c’era arrivata la richiesta di avere un supplemento autunnale della Città ma, non essendo un ente teatrale, non ce l’abbiamo fatta... E comunque ora siamo di nuovo qui».
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«Mi piace pensare che “La città del Lettore” – prosegue Castellari – è anche teatro, ma è anche evento, incontro, conversazione, è anche pedagogia e didattica, ma soprattutto è un modo per restituire ai reggiani qualcosa che la scuola pretende di saper fare con giusto orgoglio ed è giusto che si sappia: ovvero produrre cultura».
Senza dimenticate «un elogio ai ragazzi e alla loro capacità di “sdivanarsi” per dirla alla Michele Serra, e sapere mettersi in gioco: perché gli studenti, tornando alla didattica e alla formazione, pretenderanno giustamente di insegnare qualcosa a chi vorrà vivere la nostra Città. In fondo si tratta di un nuovo modo di fare scuola, attraverso gli stessi contenuti ma con il piacere ludico di comunicarli».
A fianco del Moro, quest’anno “istituzionalmente”, anche il “Motti” che tra l’altro con lo scientifico condivide attualmente la dirigente scolastica Mariacristina Grazioli: «Una sinergia tra due scuole di diversa natura e profilo che però hanno scoperto insieme l’arte del sapere coniugata al saper fare – ha detto –. Due istituti che, ognuno con la propria identità, hanno saputo costruire una rete formale realizzando una bella pagina di scuola che restituiamo al nostro territorio grazie al sostegno non solo di tutto il personale e dei Consigli d’istituto, ma anche della Provincia che è sempre stata al nostro fianco condividendo questa idea di istruzione».
«Il Motti, in particolare, si occuperà di accoglienza, cucina e sala e, soprattutto, del Pit Stop Bar curato dallo chef Giuseppe Peluso e dal maitre Vincenzo Rea, che per l’occasione hanno ideato insieme ai ragazzi anche un energy-drink analcolico» ha spiegato la vulcanica professoressa Elena Vaccari sottolineando quella che è «un’esperienza altamente formativa per i ragazzi, un modo diverso di far scuola che una dirigente innovativa ha saputo cogliere». Senza dimenticare i ringraziamenti alla preside vicaria del Motti, Angela Fazio.
E l’entusiasmo di cui aveva parlato poco prima il professor Castellari, si è toccato con mano ascoltando i ragazzi. «Il primo giorno di scuola – ricorda Veronica Spagni – la prima cosa che abbiamo chiesto al prof. Castellari è stata: ma la Città del Lettore si rifà vero? Perché al di là della fatica di mettere insieme i pezzi, della complessità dell’organizzazione, della difficoltà a fare combaciare gli impegni di ognuno di noi, mi ricordo come l’anno scorso, alla fine di ogni serata, sentissimo solo la soddisfazione e l’orgoglio di ciò che eravamo riusciti a costruire».
Le fa eco Pasquale Alan Cesaro: «Il feedback della gente che abbiamo avuto l’anno scorso ci ha fatto capire che si doveva andare avanti ampliando l’offerta perché ancora più persone potessero partecipare». Abbiamo dato vita a una Città – continua Matteo Braghiroli – dove le arti si mescolano e abbiamo scoperto come sia bello mettere insieme le diverse forme della bellezza». Ed è sul connubio scuola-lavoro che si sofferma Lorenzo Guerra: «È stata un’esperienza altamente formativa vedere affiancate e valorizzate le diverse competenze».
E ora non resta che prendere l’agenda. Alla Città del Lettore si accederà da lunedì 14 a giovedì 17 maggio tra le 19.30 e le 20.30 (ma la Città prende vita alle 20), poi i cancelli verranno chiusi per consentire lo svolgimento, fino alle 22.30, delle varie iniziative. Giovedì 17 gran finale con concerto dell’orchestra del “Moro” e del coro del “Motti”. Per partecipare non è necessario prenotare ma è consigliato comunicare la propria presenza sul sito del “Moro”.
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