Gazzetta di Reggio

Il pianista Guidi apre Correggio Jazz

di Giulia Bassi
Il pianista Guidi apre Correggio Jazz

Questa sera il primo appuntamento. Tra i protagonisti Omar Sosa, Gianluca Petrella e Gianni Coscia

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REGGIO EMILIA. Tutti i gusti soddisfa Correggio Jazz 2018, appendice finale del cartellone Crossroads – diciannovesima edizione – che con quasi cento giorni di programmazione con oltre 65 concerti che coinvolgono più di 500 artisti costituisce dal 24 febbraio sino al 1° giugno una lunga maratona. All’interno di questa immensa manifestazione itinerante in tutta l’Emilia-Romagna, il cartellone correggese con i suoi 10 appuntamenti, tutti ravvicinati da questa sera al 1° giugno costituisce un vero e proprio festival al suo interno. Sipario ore 21.

Tra i concerti più attesi il fuoriclasse Mauro Ottolini che dopo essersi esibito a Fusignano con Francesco Bearzatti, Oscar Marchioni e Paolo Mappa, ovvero la rinascita di una formazione a tutto groove, i Licaones, a Correggio il 19 maggio ricorderà Luigi Tenco in un originale omaggio jazzistico col suo gruppo e l’orchestra sinfonica. Questo “festival nel festival” esplorerà le produzioni più innovative della musica improvvisata italiana, con spazio anche per nomi storici e ospiti internazionali. Il pianoforte sarà protagonista in molte occasioni: accade già per l’apertura questa sera con il quartetto internazionale di Giovanni Guidi in cui spicca la presenza di un secondo tastierista di culto, il cubano David Virelles; domani con il duo che affianca la pianista cubana Marialy Pacheco e il percussionista marocchino Rhani Krija, poi con il trio del pianista Aaron Goldberg, sposterà l’attenzione dalle sonorità afrocubane a quelle del più tradizionale piano trio jazzistico; il 20 ancora con una forte caratterizzazione geografica, quella del pianista armeno Tigran Hamasyan; il 26 si torna a Cuba assieme alle tastiere di Omar Sosa, in duo con la cantante e violinista Yilian Cañizares (con loro Gustavo Ovalles alle percussioni). Il 30 maggio un graditissimo ritorno con Franco D’Andrea, vera eminenza dei pianisti jazz nazionali, assieme a Mauro Ottolini, Daniele D’Agaro e Han Bennink al rullante. Il programma di Correggio sarà poi completato da serate a tema libero. Spicca la presenza del quartetto del sassofonista Bobby Watson (il 22), eloquente portavoce delle più solide radici del jazz afroamericano. Un’ autentica sorpresa, e proprio per non far mancar nulla, giunge sul palcoscenico dell’Asioli il fisarmonicista, e in questo caso anche cantastorie, Gianni Coscia che giovedì 17 maggio aprirà la strada ad alcuni esponenti di punta della new wave jazzistica italiana. Lo spettacolo “La meravigliosa fisarmonica della Regina Loana”, ispirato al romanzo di Umberto Eco “La misteriosa fiamma della regina Loana” è una testimonianza della fraterna amicizia che ha legato Coscia ed Eco dai primi anni Quaranta sino alla recente scomparsa del celeberrimo semiologo. Saranno eseguite canzoni che spaziano dagli anni Venti ai Cinquanta, in cui Coscia darà un’interpretazione musicale delle pagine di Eco che suonerà però anche come un’autobiografia del fisarmonicista stesso. A dimostrare la sua versatilità ci sono le collaborazioni con Luciano Berio da una parte e quelle con le star del pop nazionale dall’altra (De André, Guccini, Milva e Celentano). Il 23 maggio si ascolteranno il duo che affianca il trombone di Gianluca Petrella e il vibrafono di Pasquale Mirra e, a seguire, i Ghost Horse, una all stars di notevoli individualità: Dan Kinzelman, Filippo Vignato, Glauco Benedetti, Gabrio Baldacci, Joe Rehmer e Stefano Tamborrino. Il pomeriggio del 27 sarà dedicato a una produzione originale con la On Time Variable Orchestra diretta da Cristiano Arcelli, che raccoglie i docenti e i migliori allievi dei seminari “On Time” che si tengono a Correggio durante il festival. Una doppia formazione,il 1° giugno, farà da traguardo al programma di Crossroads 2018: il trio Zenophilia del batterista Zeno de Rossi al quale seguirà il Pipe Dream con il violoncellista Hank Roberts, oltre a Vignato, Mirra, De Rossi e Giorgio Pacorig.



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