Gazzetta di Reggio

È reggiano l’ultimo successo cantato da Luca Carboni

di Cristina Fabbri
È reggiano l’ultimo successo cantato da Luca Carboni

Il brano “Una grande festa” è primo nella classifica dei più trasmessi in radio. L’autore è Valerio Carboni: «Non ci conoscevamo, un’emozione lavorare con lui»

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REGGIO EMILIA. È uno dei brani più ascoltati in radio. Si intitola “Una grande festa” ed è la nuova canzone di Luca Carboni che anticipa l’album Sputnik in uscita l’8 giugno. Il brano vede la firma del reggiano Valerio Carboni, compositore, musicista, cantante, autore, fonico e produttore che si è fatto notare già in passato per aver lavorato con diversi big del panorama nazionale. “Una grande festa” è stato scritto da Valerio insieme allo stesso Luca Carboni, a Federica Camba e a Daniele Coro e si annuncia un possibile tormentone. «È un momento importante per me – scrive sulla sua fanpage di facebook Valerio – è il mio primo singolo estivo scritto per un artista così importante. Speriamo che vi tormenti per tutta l’estate». Così lo abbiamo contattato a pochi giorni dall’uscita.


Emozionato?

«Sì, quando mi hanno dato la notizia, appena una settimana prima dell’uscita in radio, ho fatto fatica a crederci, anche perché le canzoni di Luca Carboni hanno segnato la mia infanzia, da “Mare mare” a “Ci vuole un fisico bestiale”. Anche scrivere con lui è stato emozionante».

Com’è nata questa collaborazione?

«A ottobre, io, Federica Camba e Daniele Coro (altri due miei colleghi-autori di Warner) ci siamo incontrati per scrivere, e ci siamo detti: “Proviamo a scrivere un pezzo per Luca Carboni?”. E così è nata la stesura iniziale. Tramite il suo manager gliel’abbiamo fatta sentire, a lui è piaciuta molto e in un paio di settimane l’abbiamo finita».

Che messaggio si vuole trasmettere con questo brano?

«Il testo, scritto a otto mani, ha una vena molto ironica: descrive il tempo in cui viviamo adesso, dove sembra che la gente si voglia solo e sempre divertire, quando intorno scoppia “una guerra nucleare”. È un misto tra la voglia di liberarsi, fare festa, e contemporaneamente una critica al fatto che ciò debba avvenire a tutti i costi».

Parla di morte, sfiga, rabbia, dolore, tristezza, ingiustizia, bombe nucleari. Argomenti un po’ strani da trattare in una canzone. O no?

«Diciamo che Luca Carboni si è sempre distinto per trattare in maniera ironica i temi della vita di tutti i giorni. In realtà parla di tutte queste cose, del fatto che “non se ne possa parlare” (ma quindi, effettivamente, nella canzone ne parla), con un’idea quasi di esorcizzazione. Come fosse una specie di “inno al Pop”, a cui tutto, alla fine, ritorna, e “noi ce ne andiamo al mare”».

Potrebbe diventare tormentone dell’estate?

«Shhh! (dice sorridendo, ndr). Incrociamo le dita perché possa accadere. In radio è partito nel migliore dei modi, primo nella classifica dei brani più trasmessi, in assoluto. Speriamo che questo trend continui».

Carboni tu, Carboni lui era forse destino...

«Può essere. Nonostante l’omonimia, non lo conoscevo prima di questa “avventura”. Luca è una persona molto umile, è simpatico e grato per il lavoro che fa».

Prossimi progetti?

«Il trio Camba, Carboni, Coro è ancora al lavoro su altri artisti. L’11 maggio è uscito l’album “Guardare fuori” di Federico Stragà, del quale ho curato arrangiamenti e produzione artistica. In bocca al lupo a Federico, e speriamo che anche per lui, come per noi, ci sia “Una grande festa”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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