Gazzetta di Reggio

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Il regista Vittorio Cottafavi svelato da Steve Della Casa

di Linda Magnoni
 Il regista Vittorio Cottafavi svelato da Steve Della Casa

CORREGGIO. Domani sera alle 21 nella biblioteca Einaudi di Correggio si parlerà del cinema di Vittorio Cottafavi, regista di origini correggesi. A condurre l’incontro, che rientra nella rassegna...

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CORREGGIO. Domani sera alle 21 nella biblioteca Einaudi di Correggio si parlerà del cinema di Vittorio Cottafavi, regista di origini correggesi. A condurre l’incontro, che rientra nella rassegna regionale “Dove abitano le parole”, sarà il critico cinematografico Steve Della Casa, autore e conduttore di “Hollywood Party” di Radio 3.

Nato a Correggio nel 1914, Cottafavi si trasferì a Roma per studiare cinema, al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove ottenne il diploma di regia nel 1938. Pur continuando a lavorare nella capitale non dimenticò mai il suo paese d’origine, in cui tornava spesso e volentieri, come sottolinea anche Della Casa: «Io l’ho conosciuto di persona, nel 1984. E quasi sempre, quando parlavo con lui, si trovava proprio a Correggio». Il suo legame con la città era tanto forte che, negli anni ’60 e ’70, fu collaboratore proprio della biblioteca comunale, alla quale fece dono di diversi materiali, tra cui scritti autografi, articoli, recensioni, libri e film, che verranno poi raccolti nel Centro di documentazione Vittorio Cottafavi. La sua carriera inizia come assistente alla regia, finché nel 1943 non dirige il suo primo film, “I nostri sogni”. Sono gli anni del neorealismo, a cui il regista si dedica più volte, firmando pellicole d’eccellenza. Nel dopoguerra, poi, Cottafavi comincia ad esplorare il genere storico-mitologico, il cosiddetto peplum all’italiana, rivolgendosi al grande pubblico. «Il tratto comune a tutti i suoi film – afferma Della Casa – è la capacità di conciliare il grande cinema con l’aspetto più commerciale e popolare. Sempre e comunque con grande ironia». Proprio con questo intento, nel 1964, il cineasta decide di dedicarsi alla televisione, dando vita a serie innovative e di successo, tra cui molti sceneggiati Rai. «Cottafavi – prosegue il critico – fu, insieme a Rossellini, uno dei primi a capire che con la televisione si poteva davvero arrivare a un numero più ampio di spettatori. Avevano un’idea di cinema, per così dire, socratica». Il regista correggese è stato indubbiamente un precursore dei tempi moderni, sia per l’ironia illuminante con cui affrontava argomenti seri, sia per l’intuizione di orientarsi alla produzione televisiva: «Un aspetto di grande attualità, se pensiamo che oggi sono molti i registi del grande schermo che si spostano sulle serie tv», continua Della Casa. Durante la serata verranno proiettati alcuni spezzoni dei suoi film più celebri, come “La fiamma che non si spegne”, “Una donna libera”, “Avanzi di galera”. Nella sala conferenze Recordati, dove si svolgerà l’incontro, verrà allestita una mostra con foto di scena e locandine originali. È prevista anche una rassegna di tre film dell’autore, nei tre sabati successivi all’evento.

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