Gazzetta di Reggio

auditorium del credem 

Anglisani in scena con “Il sognatore”

Anglisani in scena con “Il sognatore”

È la storia di Milo, un ragazzino che insegna stupore e meraviglia

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REGGIO EMILIA. Abbassai gli occhi e vidi davanti a me un gatto…

È proprio il gatto, assieme a Milo, una delle figure chiave de “Il Sognatore” con Roberto Anglisani (regia di Maria Maglietta), in programma oggi alle 18.30 nell’auditorium del Credem, nell’ambito di Reggionarra. Roberto Anglisani è un amico di vecchia data di Reggionarra, venne a Reggio Emilia proprio in occasione di una delle prime edizioni di questa avventura, dove tenne un laboratorio sulla narrazione. «Sono tornato a Reggio diverse volte – spiega – lavorando anche a teatro nell’ambito della programmazione per i ragazzi, in questo anni ho visto crescere Reggionarra, fino a diventare qualcosa di straordinario e di grande». Quest’anno il tema è “Incontramenti”, un regalo fatto da Giuseppe, 5 anni, che dice: «Incontramento significa che resti con le persone».

«Meraviglioso – commenta Anglisani – i bambini non hanno sovrastrutture, sono aperti. E per questo invitiamo sempre i genitori e gli insegnanti a non reprimere la loro immaginazione. Il teatro è incontramento, lo è anche la narrazione, è empatia, è vivere un’esperienza raccontata da un altro». «Il Sognatore è nato dall’incontro con un libro, “L’inventore di sogni” di Ian McEwan – prosegue Anglisani – e rappresenta un vero tributo all’immaginazione. Parla di un ragazzino, Milo, il cui comportamento genera una certa diffidenza, soprattutto quando comincia ad agire come se i sogni fossero la realtà».

Qualcosa però cambia, Milo scrive un racconto sul gatto, questo aiuta gli altri a capire, e suscita stupore e meraviglia. «La storia di Milo è raccontata dal suo compagno di banco, io sono il suo compagno di banco – prosegue Anglisani – e stando vicino a lui comincio a valorizzare e a imparare ad usare l’immaginazione. Questo fino a quando Milo se ne va. A quel punto esplodono il dolore della perdita, e con il tempo smetto anche di usare la mia immaginazione». Sarà l’imbarazzo del primo amore a sbloccare tutto, ed è a quel punto che abbassando gli occhi «vidi davanti a me un gatto».



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