Gazzetta di Reggio

I giovani talenti nell’Orchestra della via Emilia

di Giulia Bassi
I giovani talenti nell’Orchestra della via Emilia

Unirà Reggio a Parma, Piacenza e Modena Il direttore del Peri: «Una grande opportunità» 

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REGGIO EMILIA. Grandi novità dall’Istituto musicale Peri, sia sul versante artistico-formativo sia sul piano istituzionale.

La prima riguarda la nascita di una nuova orchestra giovanile a cui Reggio aderisce insieme ad altri istituti della regione; l’altra riguarda l’avvio – già in atto – della procedura della statizzazione della scuola. Ne parliamo con il direttore Marco Fiorini che, nonostante siano trascorsi pochi mesi dalla nomina, ha già mostrato temperamento e una buona dose di senso pratico.

Quali sono le caratteristiche della nuova orchestra?

«Si tratta dell’Orchestra giovanile della via Emilia (Ogve) che nasce su iniziativa dei conservatori di Parma e Piacenza e degli istituti superiori di studi musicali di Modena e Reggio Emilia, con la finalità di offrire ai migliori studenti delle quattro istituzioni l’opportunità di un’esperienza formativa nel campo della pratica orchestrale e in sinergia con le forze produttive del territorio regionale e nazionale. È intenzione dei fondatori rendere il progetto formativo stabile e continuativo negli anni, con la prospettiva di estensione a livello regionale, anche attraverso il sostegno degli enti locali e regionali e di fondazioni e sponsor privati».

Esiste già una collaborazione tra le scuole per suonare in orchestra?

«Attraverso una convenzione, Reggio, Modena, Parma e Mantova chiedevano all’occorrenza degli studenti per “rinforzare” le orchestre che si formavano al loro interno: ad esempio quando Mantova organizzava il concerto di Natale alcuni dei nostri andavano a suonare in quell’orchestra... così capitava anche per Parma. Con la nuova orchestra sarà tutto diverso, e sono già stati fissati in calendario dei concerti che la vedono protagonista».

E dove la si può ascoltare?

«Il 12 ottobre al Teatro Comunale Modena, l’orchestra diretta da Giovanni Di Stefano (uno dei tutor) suonerà in occasione del compleanno di Luciano Pavarotti, accompagnando gli allievi di canto dei corsi di perfezionamento tenuti da Mirella Freni e Raina Kabaivanska, mentre il 17 ottobre al Teatro di Busseto per il Festival Verdi-Off si esibirà in ouvertures e arie di Verdi e Rossini con gli allievi di canto del conservatorio di Parma e dell’Accademia Verdiana del Teatro Regio di Parma; parimenti accompagneranno gli allievi di canto dei corsi di perfezionamento tenuti da Leo Nucci a Piacenza, Sala dei Teatini (per questi due concerti sarà diretta da Antonio De Lorenzi, l’altro tutor). Sempre per il Festival Verdi nell’opera inaugurale “Macbeth” al Regio di Parma, parte dell’orchestra è stata chiamata per realizzare la banda di palcoscenico. Per il 2019 è prevista inoltre la collaborazione con il comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della morte di Arrigo Boito e per il 2020 una collaborazione con Parma 2020, Capitale Italiana della Cultura».

Invece per quanto riguarda la statizzazione del Peri?

«Il processo è già iniziato e terminerà nel giro di tre anni. Dovevamo compiere questo passo in base alla legge 508 del 1999, anche perché tutti gli altri istituti musicali pareggiati volevano farlo. Qualche anno fa in coincidenza della crisi molti erano in sofferenza, hanno dovuto far fronte ad una situazione precaria, cosa che noi, grazie all’amministrazione comunale, non abbiamo avuto. In ogni caso lo Stato già dal 2012 aveva attivato un contributo destinato a far sì che gli istituti potessero sopravvivere».

Come è iniziato questo processo?

«Lo Stato sta mettendo in ruolo i docenti a contratto coprendo triennio e biennio (comparto Afam); nel giro di tre anni saranno coperti anche i tre anni antecedenti all’Afam che sono detti “propedeutici Afam”; parliamo di studenti dai 15 anni in su».

E per gli anni precedenti?

«Questo è il nodo cruciale, dal momento che il nuovo assetto non contempla la fascia di età fondamentale per una scuola come la nostra, quella che va dai 6 ai 14 anni. A proposito il sindaco e l’amministrazione comunale ci hanno rassicurato, in quanto sosterrebbero economicamente le spese necessarie per mantenere i corsi relativi a tutti gli insegnamenti come sono adesso».

Diversamente cosa succederebbe?

«Secondo quella famigerata legge (la 508) dovrebbero essere le scuole medie ad indirizzo musicale a formare i futuri allievi dei conservatori. Ma nella nostra provincia sono poche – soltanto quattro – e presentano pochi strumenti: per lo più pianoforte, chitarra, flauto e clarinetto o percussioni. Mancano tutti gli altri... Poter offrire l’insegnamento, come stiamo facendo adesso, a questa fascia d’età con tutti gli strumenti, per noi vuol dire sopravvivenza. Intanto ad alcuni degli allievi sono arrivati significativi riconoscimenti».

Quali sono?

«Oltre ad Andrea Scaffardi che ha vinto il concorso per primo clarinetto all’Orchestra di Malmo e Innocenzo Caserio quarto idoneo su 60 partecipanti all’audizione di tromba indetta dall’orchestra I Pomeriggi Musicali; il violinista Elia Torreggiani ha vinto l’audizione per violino (affermandosi su 150 partecipanti) indetta dalla Filarmonica Arturo Toscanini. Un mio allievo Gerardo Gianolio, 17 anni, un autentico talento, è arrivato terzo al concorso per strumenti a fiato Luigi Girati. Sono risultati che confermano l’alto nome della scuola, una reputazione acquisita anche per la presenza di insegnanti di valore internazionale che negli anni hanno affiancati i nostri di ruolo».

E gli appuntamenti imminenti?

«Sabato al Peri c’è la maratona cameristica “C’è musica ai Chiostri”, una full immersion dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19; poi partecipiamo con diversi strumentisti all’opera “Orfeo ed Euridice” di Gluck (progetto delle scuole medie ad indirizzo musicale) in programma all’Ariosto il 31 maggio; mentre al Peri il 14 giugno ci sarà la tradizionale consegna della borsa di studio Augusto Del Rio 2018 (XIV edizione) che quest’anno sarà attribuita al trombettista Innocenzo Caserio e alla flautista Benedetta Polimeni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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