«Ci siamo sentiti parte di una squadra»
Obiettivo degli studenti: «Fare cultura con il sorriso e fare sorrisi con la cultura»
REGGIO EMILIA. Di seguito alcune considerazioni dei protagonisti: gli studenti.
«Abbiamo passato giorni, ore, minuti e secondi insieme, abbiamo sudato e lavorato tanto; due scuole e moltissime mani con un solo obbiettivo: fare cultura con il sorriso e fare sorrisi con la cultura. Condivisone e semplicità, questi i caratteri fondamentali che ci sono voluti per far funzionare una grande macchina come quella della città del lettore. Credo sia stato proprio questo il nostro punto di forza, i libri. Persone diverse, sconosciute, tenute insieme da virgole, battute e discorsi diretti... Abbiamo fatto ballare gli anziani con i promessi sposi e ridere i bambini con l’Orlando furioso. Hanno scavalcato i cancelli per ascoltare miti recitati da alberi parlanti e per andare a lezione insieme a Marie Curie». (Laura Rovatti)
«Tutti i giorni, a qualsiasi ora arrivassi a scuola, fossero le 14 o le 18, trovavo l'atrio, le classi o il cortile pieni di ragazzi, intenti a scrivere, disegnare, costruire, provare, montare o semplicemente chiacchierare. Questo è ciò che più mi rimarrà impresso di quest'esperienza, una scuola viva, partecipata, fatta di ragazzi che si impegnano, e lo fanno insieme. Spesso si sentono retoriche sui (noi) giovani, che li (ci) dipingono indifferenti, svogliati, nullafacenti: coloro che continuano a propinarci questi discorsi non hanno probabilmente capito che spesso, anche se complicato, anche se richiede tempo e fatica, è necessario fornire delle motivazioni, degli stimoli». (Alessandro Tincani)
«E con quel gong iniziava una nuova vita... Per quattro sere ho provato il brivido di vivere la vita di qualcun altro schiacciando l’acceleratore della mia 500, fino a una velocità di mille emozioni al secondo. Ogni sera il mio viaggio era diverso, dipendeva da chi mi ascoltava. Questa è per me la città del lettore: permettere a chi ti ascolta di vivere il libro attraverso di te e con te». (Chiara Francia si riferisce al racconto che ha fatto ogni sera ad uno spettatore alla volta dentro una 500 stipata di libri).
«La città del lettore è un’esperienza che ha coinvolto noi ragazzi già dall’inizio dell’anno, facendoci sentire parte di una grande squadra; ciascuno ha potuto esprimere le proprie capacità e dare il proprio contributo per la realizzazione del progetto. Ciò che più mi ha colpito è la magica atmosfera che si viene a creare: si mescolano sensazioni, musica e parole e la distinzione tra reale e irreale si fa sempre più sottile...». (Cecilia Marchi)
«In qualità di postino letterario della città del lettore, mentre ho dato voce ai più grandi poeti recapitando le loro parole, posso affermare di essermi calato interamente nelle menti di questi grandi letterati. Ciò che ho trovato di più gratificante è stato il contatto diretto con le persone». (Jacopo Fontanili)
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